Trump a Davos attacca i "profeti di sventura"

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Il presidente Usa, Donald Trump, si è scagliato contro i “perenni profeti perenni di sventura” che avvertono che il mondo è alle prese con una grave crisi ambientale, mentre si rivolge al pubblico di Davos, dove è presente anche l’attivista svedese Greta Thunberg. “Dobbiamo respingere i profeti perenni di sventura e le loro previsioni sull’apocalisse”, ha detto Trump, poche ore dopo che Thunberg ha dichiarato al World Economic Forum che i governi non hanno fatto “praticamente nulla” per contrastare i cambiamenti climatici.

“L’America è tornata a vincere come non mai”

“Quando ho parlato due anni fa da questa platea ho detto che avrei lanciato il grande ritorno grande dell’America. Oggi abbiamo riscoperto la grande macchina dell’America e dell’industria Usa. L’America è tornata a vincere come mai prima d’ora”, ha detto ancora Trump nel suo Special Address al World Economic Forum.

“È finita l’era dello scetticismo verso gli Stati Uniti e le aziende sono tornate nel nostro Paese”, ha aggiunto Donald Trump, “stiamo cercando di creare un’economia più inclusiva”, ha detto, sottolineando che l’aumento di redditi e stipendi riguarda tutte le etnie. Trump ha parlato anche di disoccupazione fra i giovani più bassa, di disoccupazione fra le donne ai minimi 1953 e di crollo della disoccupazione fra i veterani.

“Il Duomo di Firenze simbolo dei sogni e delle ambizioni”

Il presidente Usa ha citato anche Il Duomo di Firenze e il Rinascimento, che diventano per Trump l’emblema “dei sogni e delle ambizioni”. “Secoli fa durante il Rinascimento degli operai hanno guardato verso il cielo e hanno costruito delle opere che ancora oggi toccano il cuore degli esseri umani – ha detto -. Il Duomo, un progetto che ha richiesto oltre 100 anni, è un posto davvero incredibile. Per completare questo progetto i mecenati della città avevano dalla loro parte la creatività e l’immaginazione, in Francia intanto si progettava Notre Dame per il cui incendio il mondo intero ha sofferto ma sappiamo che sarà ricostruita in modo magnifico, le grandi campane suoneranno di nuovo”.

“Il sogno americano è oggi più forte che mai” ha detto quindi Trump, “non possiamo mettere limiti ai sogni e alle ambizioni. Non dobbiamo pensare a quello cha abbiamo costruito oggi ma a quello che lasceremo quando noi non ci saremo più. Dobbiamo andare avanti con fiducia, senza paura e con una visione del futuro”.

Fonte: Agi.it

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