Protezione internazionale: il giudice deve specificare la fonte informativa sulla quale si basa la sua decisione

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Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza 22 dicembre 2020, n. 29260
In tema di protezione internazionale, il riferimento alle fonti informative privilegiate contenuto nell’art. 8, comma 3, del d.lgs. 28 gennaio 2008, n. 25 («Attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato»), impone al giudice di specificare la fonte in concreto utilizzata e il contenuto dell’informazione da essa tratta e ritenuta rilevante ai fini della decisione, così da consentire alle parti la verifica della pertinenza e della specificità di tale informazione rispetto alla situazione concreta del Paese d’origine del richiedente la protezione. A tal fine, il giudice di merito è tenuto a indicare gli estremi della fonte consultata (autorità o ente che l’ha redatta; data di pubblicazione), in modo da assicurare la verifica del rispetto dei requisiti di precisione e aggiornamento previsti da detta disposizione, i quali sono garantiti anche dalla specifica provenienza delle ivi indicate Country of Origin Information (COI) (v. anche Cass. civ., sez. I, ord. n. 21500/2020, in questa Rivista). Fonte: Eius.it

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