Ordinamento giudiziario: nel conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, il CSM gode di un'ampia discrezionalità, che è sindacabile in sede giurisdizionale soltanto se inficiata da irragionevolezza, arbitrarietà oppure omissione o travisamento dei fatti

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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 febbraio 2021, n. 1077
In tema di ordinamento giudiziario: 1) nel conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, il Consiglio superiore della magistratura (CSM) gode di un’ampia discrezionalità, che è sindacabile in sede giurisdizionale solamente qualora risulti inficiata da irragionevolezza, arbitrarietà oppure omissione o travisamento dei fatti, restando precluso al giudice amministrativo qualunque apprezzamento di merito. Nondimeno, il sindacato giurisdizionale deve assicurare la puntuale ed effettiva verifica del corretto e completo apprezzamento dei presupposti giuridico-fattuali costituenti il quadro conoscitivo considerato ai fini della valutazione compiuta, la coerenza tra gli elementi valutati e le conclusioni cui è pervenuta la deliberazione, la logicità della valutazione, l’effettività della comparazione tra i candidati, nonché la sufficienza della motivazione; 2) benché i provvedimenti del CSM non richiedano una motivazione particolarmente diffusa, il loro percorso formativo deve tuttavia esternare l’essenziale apprezzamento tecnico ed essere, perciò, quanto più possibile manifesto, sì che le ragioni della scelta risultino sufficientemente conoscibili e valutabili da chiunque, anzitutto dai magistrati coinvolti (fattispecie riguardante la copertura di un posto di Presidente di Sezione della Corte di cassazione) (conferma TAR Lazio, sez. I, sent. n. 6752/2020) (cfr. CdS, sez. V, sentt. nn. 3716/2018 e 3383/2018, entrambe in questa Rivista). Fonte: Eius.it

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