Il punto G potrà mandare la sua posizione tramite WhatsApp.

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La notizia è trapelata da una recente intervista alla madre di Fulvio Cogliozzo, ricercatore italiano che da anni lavora nella Silicon Valley a svariati progetti di tecnologia applicata alla sessualità, come il kit da apnea per cunnilingus e un cane telecomandato che non distingue gli umani dalle bestie.

Il progetto segreto riguarderebbe una collaborazione con la nota app di messaggistica WhatsApp e aiuterebbe il cosiddetto “punto G” femminile a farsi trovare, dandogli la possibilità di inviare la sua posizione. La madre del ricercatore avrebbe dovuto mantenere questo segreto in cambio di due chiamate settimanali per farla stare tranquilla.

Ricordiamo che una decina di anni fa gli scienziati inglesi affermarono che non esisteva alcun misterioso “punto G”, facendo tramontare il 92% degli indirizzi di ricerca accademici e il 92% dei propositi estivi degli italiani a Gallipoli. In direzione opposta vi era la posizione di buona parte degli psicologi, che asserì di aver scoperto dove si trova precisamente il punto G delle donne: nell’ultima lettera della parola ‘shopping’.

“Non solo sono convinto che il punto G esista, ma anche che sia vivo e dotato di una coscienza” – queste, invece, le parole entusiastiche dette dal dott. Cogliozzo alla madre, che ha spiegato così l’origine della sua idea: “Avevo lo spazzolino elettrico scarico e stavo cercando qualcosa che vibrasse per un massaggio prostatico. A quel punto ho avuto come un’illuminazione e mi son detto: se si può usare lo smartphone per sollazzare la prostata o il punto G, perché non agevolare l’operazione di ricerca permettendo di segnalarne la posizione?”.

La app gps è tuttora una Beta, e sarà disponibile per Android, Windows Phone ed Apple da settembre.

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