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“Gnomi e fate dei boschi”: il fascicolo della Guardia Forestale sulle creature mitologiche in italia

Tempo di lettura2 Minuti, 34 Secondi

La bella addormentata, Cenerentola, Peter Pan, i racconti di Hans Christian Andersen, quelli dei Fratelli Grimm sono alcune delle classiche favole che hanno accompagnato la nostra infanzia, e ancora, più di recente Harry Potter, Il signore degli anelli, ma quello che tutte queste storie favolose hanno in comune, sono personaggi  fantastici come gnomi e fate.

Crescendo si capisce che queste figure mitologiche, che ci hanno accompagnato durante il corso della nostra infanzia, fanno parte di un mondo immaginario, non reale. Ma è fatto noto che la nostra Guardia Forestale tiene da oltre 15 anni un registro con testimonianza raccolte dal Ministero dal titolo “Gnomi e fate dei boschi”. Dunque per lo Stato italiano esisterebbe un bosco popolato da creature fiabesche. Il misterioso luogo popolato da gnomi e fate si trova nell’Appennino tosco- romagnolo, nei pressi di San Piero e Bagno.

Nel fascicolo tra le tante testimonianze che sono state raccolte nel corso degli anni, esisterebbe anche una inquietante fotografia scattata da G. F., banchiere di Cesena, in viaggio di notte con la moglie per raggiungere la sua baita all’interno della Foresta della Lama, nell’Appennino forlivese. Costretto a fermare l’auto e a scendere dalla vettura per montare le catene da neve, l’uomo ha visto “qualcosa”, un essere dalla sembianze umane, carponi e intento a mangiare neve.

La foto, nel fascicolo della Forestale è classificata come “elfo” per via delle orecchie allungate che si intravedono. L’immagine è sfocata, il negativo mai consegnato, ma secondo alcune fonti “il testimone sarebbe una persona seria e attendibile“. Alcuni pensano che si tratti dello spirito di un bambino morto anni prima nella zona. Naturalmente potrebbe essere un caso di pareidolia (la tendenza istintiva e automatica a trovare strutture ordinate e forme familiari in immagini disordinate). Ma questa tradizionalmente è una zona dove gli gnomi popolano i racconti e, in alcuni casi, i ricordi di tante persone, anche degli anziani che non si interessano di marketing e di turismo e per i quali gli Appennini sono pieni di mostri, draghi, fate, orchi e santi.

Le famose apparizioni sarebbero più numerose con l’arrivo della primavera, nei giorni tra il giovedì e venerdì e nei pressi delle apparizioni l’aria diventa più rarefatta e dolcissime armonie di suoni, appena percettibili, farebbero da sfondo alle piccole fatine alate. La durata dei fenomeni è infinitamente breve, ma le investigazioni e le testimonianze continueranno finché, chissà, un giorno con l’aiuto di una tecnologia ancora più sofisticata, si potrà arrivare a capo di questa storia. 

Insomma il confine tra realtà e immaginazione è davvero sottile. Naturalmente, nel corso del tempo ci sono stati centinaia di fotografi, professionisti e non, che hanno immortalato “insetti dotati di ali e variopinti costumini”. Negli archivi della forestale italiana si parla di improvvisi fenomeni non meglio identificati che lasciano più spazio a domande che a risposte.

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Fonte: Napoli Flash 24

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