Finanziamenti pubblici: sul diniego di proroga del contributo decide il giudice ordinario

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TAR Marche, sentenza 10 marzo 2020, n. 175
In materia di controversie riguardanti la concessione o la revoca di finanziamenti pubblici: 1) sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, configurandosi una situazione di diritto soggettivo perfetto, quando (1a) il finanziamento è riconosciuto direttamente dalla legge, mentre alla Pubblica Amministrazione spetta solo di verificare l’effettiva esistenza dei relativi presupposti, senza alcun apprezzamento discrezionale circa l’an, il quid o il quomodo dell’erogazione; oppure (1b) dopo la concessione, il beneficio è stato (in tutto o in parte) revocato – quale che sia la terminologia usata nel provvedimento (revoca, decadenza, risoluzione ecc.) – a causa di inadempienze del beneficiario (come la violazione delle condizioni stabilite dal bando o lo sviamento dei fondi acquisiti rispetto al programma finanziato); 2) sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, configurandosi una situazione di interesse legittimo, quando (2a) la controversia riguarda una fase procedimentale anteriore al provvedimento discrezionale attributivo del beneficio; oppure (2b) dopo la concessione del beneficio, il provvedimento è stato annullato per vizi di legittimità o revocato per contrasto iniziale col pubblico interesse (cfr. TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 395/2018, e Cass. civ., sez. un., sent. n. 25211/2015, entrambe in questa Rivista).

Fonte: Eius.it

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