Farmacie: il farmacista che nel concorso straordinario è assegnatario di due sedi deve necessariamente optare per una di esse

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Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 17 gennaio 2020, n. 1
In tema di concorso straordinario per l’assegnazione di sedi farmaceutiche: 1) l’art. 11, comma 5, del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 («Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività»), convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 2012, n. 27, ha inteso riaffermare – in coerenza con l’art. 112, commi 1 e 3, del r.d. 27 luglio 1934, n. 1265 («Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie») – la regola dell’alternatività (o non cumulabilità) delle sedi per i farmacisti persone fisiche che partecipano al concorso straordinario, sicché il farmacista assegnatario di due sedi deve necessariamente optare per una di esse; 2) detta regola si applica sia a coloro che concorrono singolarmente sia a coloro che concorrono per la gestione associata prevista dall’art. 11, comma 7, del d.l. 1/2012, la quale non costituisce un ente giuridico diverso dai singoli farmacisti, ma è espressione di un accordo partecipativo, comportante il cumulo dei titoli a fini concorsuali e inteso ad assicurare, una volta ottenuta la sede, la gestione associata della farmacia in modo paritetico, nelle forme consentite dall’art. 7, comma 1, della l. 8 novembre 1991, n. 362 («Norme di riordino del settore farmaceutico») (conferma, con diversa motivazione, TAR Sicilia, sez. III, sent. n. 4277/2018).

Fonte: Eius.it

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