Delitti contro la P.A.: fra il reato di corruzione propria e quello di corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.), introdotto dalla l. 190/2012, sussiste continuità normativa

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Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 23 settembre 2020, n. 1863 (depositata il 18 gennaio 2021)
In tema di delitti contro la pubblica amministrazione, sussiste continuità normativa fra il reato di corruzione propria e quello – introdotto dalla l. 6 novembre 2012, n. 190 («Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione») – di corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.), atteso che, anche antecedentemente alla novella de qua, per l’integrazione del primo reato non occorreva individuare uno specifico atto contrario ai doveri d’ufficio quale oggetto della pattuizione illecita, sempreché emergesse un atteggiamento dell’agente diretto a vanificare la funzione demandatagli e a violare i doveri di fedeltà e imparzialità ad essa inerenti. Fonte: Eius.it

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