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Coronavirus, ultime notizie – Rallentano i contagi in tutta Italia, la Liguria supera la Lombardia per nuovi casi. Dal 3 giugno chi passa i confini regionali potrà essere tracciato. Attesa per Immuni

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Per saperne di più:

In Italia 60 vittime e 178 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Il bollettino della Protezione civile del 1° giugno

Secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile riguardante la situazione Coronavirus in Italia al 1° giugno, il numero delle nuove vittime è di 60. Una cifra più bassa di quella di ieri quando si erano registrati 75 decessi. Il totale delle persone decedute è ora di 33.475. Il bilancio degli attualmente positivi è, ad oggi, di 41.367 persone. I guariti raggiungono quota 158.355, in aumento di 848 rispetto ai pazienti guariti nella giornata di ieri (157.507).

In Italia, in totale, si sono registrati 233.197 casi di Covid-19 dall’inizio del monitoraggio. L’incremento nelle ultime 24 ore è di 178 casi (ieri 355, due giorni fa 416). I tamponi effettuati sin dall’inizio dell’emergenza sono stati 3.910.133 per un totale di casi testati di 2.451.674. Il numero complessivo dei pazienti attualmente ricoverati è di 6.099, e 424 in terapia intensiva (ieri erano 435). Infine, sono 34.844 le persone che si trovano in isolamento domiciliare.

La diffusione del Covid-19 nelle regioni italiane

I pazienti attualmente positivi al Coronavirus nelle regioni italiane

In base ai dati ufficiali della Protezione civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:

LOMBARDIA

Coronavirus Bollettino Regione Lombardia 19 aprile 2020
ANSA/Mourad Balti Touati | Un messaggio della Regione Lombardia affisso in centro a Milano per la tutela della salute dei cittadini durante l’emergenza Covid-19

Il bollettino del 1° giugno 2020

La Regione Lombardia ha diffuso oggi, 1 giugno, i dati sulla situazione Coronavirus nel territorio. In confronto ai dati di ieri, 31 maggio, si contano 50 nuovi casi (ieri 210) per un bilancio totale di 89.018 dall’inizio della pandemia. Sono 19 i decessi registrati, ieri erano stati 33, per un totale di 16.131. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è di 167. I ricoveri sono a oggi 3.085 e 17.609 i pazienti in isolamento domiciliare.

La diffusione del Covid-19 nelle province lombarde

In base ai dati forniti dalla Regione Lombardia, il numero totale di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così ripartito provincia per provincia:

  • Milano: 23.094 (+18) di cui a Milano città 9.796 (+8)
    Brescia: 14.774 (+6)
  • Bergamo: 13.374 (+8)
  • Cremona: 6.461 (+2)
  • Monza e Brianza: 5.521 (+3)
  • Pavia: 5.339 (+1)
  • Como: 3.854 (+1)
  • Lodi: 3.474 (=0)
  • Mantova: 3.357 (=0)
  • Lecco: 2.745 (+2)
  • Varese: 3.622 (+3)
  • Sondrio: 1.464 (+1)

Treni, le novità dal 3 giugno

ANSA/Carmelo Imbesi | Agenti della Polizia di Stato e personale sanitario effettua controlli ai passeggeri arrivati col treno Intercity Notte proveniente da Milano. Messina, 14 marzo 2020.

Via libera agli spostamenti tra le regioni dal 3 giugno e novità in arrivo anche per i treni dopo la lunga serrata causata dal Coronavirus. Le Ferrovie dello Stato avviano infatti un nuovo passaggio della Fase 2 post lockdown: come pubblicato sul sito delle Ferrovie, diventano 80 le Frecce (6 in più a quelle annunciate fino a ieri), 48 gli Intercity e 4653 le corse regionali in circolazione in tutt’Italia. Si arriverà a “determinare, nelle aree metropolitane e sulle linee a maggiore mobilità, un’offerta che raggiunge il 100% di quella pre-Covid fino addirittura a superarla per capienza, grazie all’utilizzo di convogli con più carrozze e più posti a sedere”.

Il bollettino della Valle d’Aosta

ANSA

Sono tre i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore in Valle d’Aosta secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla Regione: il totale sale così a 1.187 per 11.950 casi testati. 47 sono i casi positivi attuali, di cui 11 ricoverati all’ospedale Parini e 36 in isolamento domiciliare. 143 sono i decessi in totale, a metà divisi per genere: 71 donne e 72 uomini.

Lazio, dal 3 giugno controlli in stazioni e aeroporti

ANSA/Massimo Percossi | Stazione Termini mascherine sui volti delle persone e treni in arrivo da Milano vuoti, causa la diffusione del virus. 8 marzo 2020

Dal 3 giugno, con le riaperture, sono stati annunciati controlli speciali a Roma alla stazione Termini, agli altri scali e agli aeroporti della Capitale. È quanto afferma l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. Non solo: nel Lazio sarà potenziato il contact tracing e i casi sospetti di Covid-19 saranno indirizzati ai drive-in. D’Amato auspica «il tracciamento a livello nazionale» e ripete che «l’obiettivo prioritario è difendere Roma e il Lazio».

Il bollettino della Regione Lazio

ANSA / Fabio Frustaci | L’assessore Alessio D’Amato, Roma, 20 maggio 2020.

Secondo gli ultimi dati diffusi, nel Lazio si registrano 10 casi positivi di cui 3 sono recuperi di notifiche, 95 guariti e 4 i decessi. A Roma si registrano 5 nuovi casi. E vanno avanti le attività per i test sierologici agli operatori sanitari e delle Forze dell’Ordine: 300mila come annunciato dal governatore Nicola Zingaretti nell’ambito della sperimentazione regionale per meglio comprendere la diffusione del virus. Ad oggi sono stati eseguiti oltre 70mila test con una circolazione pari al 2,6%. E prosegue anche l’attività ai drive-in per i tamponi ed è stato potenziato il ‘contact tracing’ con una riunione operativa ogni giorno con le Asl sui tracciamenti.

Sette le vittime nelle ultime 24 ore, mentre 4.105 sono le guarigioni totali e circa 258mila i tamponi effettuati dall’inizio del monitoraggio nel Lazio. Oggi sono in distribuzione presso le strutture sanitarie: 52.600 mascherine chirurgiche, 30.000 maschere FFP2, 1.200 maschere FFP3, 10.000 camici impermeabili, 5.400 tute, 2.350 guanti.

Cirio: «Il Piemonte è in salute e riapre»

ANSA/ Alessandro Di Marco| Alberto Cirio presidente regione Piemonte durante la conferenza stampa al termine della giunta regionale monotematica sull’autonomia presso palazzo della regione Piemonte, Torino, 24 luglio 2019.

La Festa della Repubblica «quest’anno ha un duplice significato. Festeggiamo i valori della democrazia e della libertà, compressa negli ultimi mesi a causa dell’emergenza sanitaria». A dirlo è il governatore piemontese Alberto Cirio, che in video conferenza conferma la riapertura per mercoledì 3 giugno al resto d’Italia del Piemonte, «una regione in salute», e «dalla metà di giugno, anche al resto d’Europa».

I dati di oggi «testimoniano gli ottimi parametri, ma anche il grande lavoro fatto».

Viminale, ieri quasi 100mila controlli

ANSA

Sono state 98.735 le persone controllate nella giornata di ieri per il rispetto dei divieti imposti dai provvedimenti sull’emergenza Coronavirus. Secondo i dati diffusi dal Viminale sono state 480 le persone sanzionate. In 12 sono stati denunciati per false dichiarazioni e 3 per violazione della quarantena.

24.854 sono stati gli esercizi controllati, con il risultato di 33 titolari sanzionati e 12 attività chiuse. Dal 25 al 31 maggio sono state controllate in tutto 763.068 persone e 222.671 esercizi commerciali.

Arriva l’app ‘Sicilia Sicura’

ANSA/ Igor Petyx | Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci durante la prima seduta di giunta a Palazzo d’Orleans, a meno 24 ore dalla firma dei decreti di nomina. Palermo, 30 novembre 2017.

Dal 5 giugno sarà attiva l’app Sicilia Sicura per chi arriva nella regione. A spiegarlo è il governatore siciliano Nello Musumeci, ospite a Un giorno da Pecora su Radio 1. Sarà facoltativa «e permetterà a chi arriva nell’Isola di poter essere assistito dal personale medico dell’Unità sanitaria turistica in caso di bisogno».

Nessuna limitazione all’ingresso quindi, dice Musumeci, ma solo «controlli col termoscanner» agli arrivi a scali e stazioni. Per entrare in Sicilia «basterà un documento, non ci saranno test aggiuntivi rispetto all’attuale uso del termoscanner. E chi arriva, se vuole, in maniera assolutamente facoltativa, può accedere  all’app ‘Sicilia sicura’ con la quale resta in contatto durante tutto il suo soggiorno nell’Isola con il nostro sistema sanitario regionale. Se il turista vuole sentirsi accompagnato durante la sua presenza, per sé o col pediatra per il figlio, può benissimo farlo perché in ognuna delle nove province della Sicilia stiamo istituendo l’Unità sanitaria turistica: un sistema di contatto immediato per chi dovesse avere bisogno, per qualunque ragione, di assistenza sanitaria al di là di quella ordinariamente offerta».

La Regione Lazio dedica il 2 giugno agli operatori e le operatrici della sanità

ANSA/Riccardo Antimiani | Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti durante la Presentazione del Piano per l’Italia nella sede di via Sant’Andrea delle Fratte, Roma, 13 febbraio 2020.

«Dedichiamo questo 2 giugno agli operatori della sanità e al loro impegno, con l’Italia che si stringe intorno ai familiari delle vittime del Covid», scrive il governatore Nicola Zingaretti su Facebook. «Domani alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il tenore Francesco Grollo terrà un omaggio musicale nel cortile dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani».

In prima fila «i medici, gli infermieri dell’ospedale e alcuni operatori provenienti da Cremona, Piacenza e Bergamo, dove la pandemia ha mostrato il suo volto più feroce». Nel giorno della Festa della Repubblica, «come Regione Lazio, vogliamo rendere omaggio all’Italia che resiste, che continua a combattere e che resta unita nella memoria per costruire la sua rinascita».

Chi soffre di diabete è più a rischio

Origine e dinamica del SARS-CoV2

Sono maggiori i rischi con Covid-19 per chi è malato di diabete. Lo sostiene uno studio internazionale portato avanti da un team statunitense e greco e in fase di pre-pubbicazione. Lo studio si focalizza su ricerche fatte in precedenza e rileva che la probabilità di morte è maggiore del 65% nei pazienti diabetici ospedalizzati per Covid-19 rispetto a chi non ha questa stessa condizione.

Il diabete colpisce più di 400 milioni di persone in tutto il mondo: entro il 2040 potrebbero attivare a 642 milioni, secondo le stime della World Diabetes Federation. In Italia sono affetti da questa patologia più di 3 milioni di persone.

Sono state 18.506 le persone affette da Covid-19 osservate nello studio: 3.713 diabetici e 14.793 non diabetici. La ricerca è portata avanti dal Montefiore Medical Center, dell’Albert Einstein College of Medicine, del Jacobi Medical Center e dell’Università del Pireo: e c’è bisogno, spiegano i ricercatori, di altri studi per valutare se questa associazione sia indipendente o meno dalla malattia derivata dal virus Sars-Cov-2. L’intenzione degli studiosi è anche quella di continuare ad indagare sul ruolo del glucosio prima o durante la malattia.

Attenti alla truffa della finta app Immuni 

immuni
Uno screenshot della (vera) app Immuni

L’allarme è stato lanciato da Cert-AgID, struttura del governo collegata all’Agenzia per l’Italia Digitale e che si occupa di sicurezza: è in corso una campagna di hacking scatenata nelle ultime ore e che punta a colpire gli utenti attraverso una finta app Immuni – quella ufficiale dovrebbe essere rilasciata oggi – per monitorare l’epidemia in corso.

La trappola starebbe in un file – rinominato appunto Immuni – mandato via mail da un indirizzo mail che non rientra nei vostri contatti e dal nome certamente non invitante: ‘FuckUnicorn’. 

Anac: proposte sblocca-appalti all’esecutivo

ANSA

La crisi provocata dalla pandemia richiede interventi straordinari, ma la lotta alla corruzione resta. Ecco allora che l’Anac, l’authority anti-corruzione, ha inviato alcune proposte al governo per la fase 2: semplificare e ridurre i tempi di verifica dei requisiti di chi partecipa alle gare ed è già stato controllato negli ultimi sei mesi; estendere lo stato di emergenza fino a fine anno per consentire alle amministrazioni di fare partire in tempi rapidi appalti in alcuni settori, come sanità, scuole e strade; accelerare le procedure, la piena digitalizzazione delle gare. Sono proposte che l’Anac avanza – e pubblica sul suo sito – in vista della preparazione del decreto semplificazioni.

Lopalco invita alla prudenza: «Molti casi asintomatici»

ANSA | Perluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force per l’emergenza Covid-19 in Puglia

A fare il punto sulla dibattuta fase che in questo momento sta attraversando l’epidemia di Coronavirus in Italia è anche Pierluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force per l’emergenza Covid-19 in Puglia. «Siamo passati da una fase di circolazione epidemica a una circolazione endemica», dice Lopalco su Facebook. «Possiamo attraversare la strada? Si, certamente. Dobbiamo avere paura ad attraversarla? No, basta fare attenzione. Questo però non vuol dire che possiamo attraversarla bendati», spiega l’epidemiologo.

«In questi giorni abbiamo poche certezze: i reparti ospedalieri si stanno via via svuotando; i nuovi casi positivi si riferiscono per lo più a portatori asintomatici o paucisintomatici, che quindi esprimono basse cariche virali; il numero di portatori è comunque alto, considerando che la maggior parte non viene rilevata e che il virus si mantiene alla stato di portatore per molto tempo», dice Lopalco. «Guarda a destra e sinistra prima di attraversare la strada». La prudenza è necessaria perché «il traffico esiste e il pericolo può arrivare anche dall’inatteso. I miei genitori facevano terrorismo? Di certo no. Non mi dicevano mica di non attraversare la strada. Mi ricordavano di stare attento e valutare bene il rischio», dice Lopalco. 

Il bollettino dello Spallanzani di Roma

ANSA / Fabio Frustaci | L’ospedale Lazzaro Spallanzani a Roma, 30 aprile 2020.

Diramato anche oggi il consueto bollettino dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive di Roma Lazzaro Spallanzani. In questo momento sono 78 i pazienti ricoverati nell’ospedale della Capitale: 29 di loro sono risultati positivi al virus mentre sui restanti 49 si stanno realizzando indagini diagnostiche. 7 sono i pazienti ricoverati che hanno bisogno di supporto ventilatorio. Mentre le persone dimesse e trasferita a casa o presso altre strutture territoriali sono fino a questo momento 461.

Il Tar Campania annulla l’ordinanza di De Magistris sui locali

Luigi de Magistris mayor of Naples stand in silence to honor the country’s dead due to coronavirus disease, at Municipio square in Naples, Italy, 31 March, 2020. ANSA / CIRO FUSCO

Accolto da parte del Tar Campania il ricorso della Regione guidata da Vincenzo De Luca contro l’ordinanza di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, in base alla quale – in contrasto con le disposizioni regionali – si prevedevano diversi (e più estesi) orari di chiusura dei locali e il fatto che avrebbero potuto somministrare bevande e alimenti, anche da asporto, fino a mezzanotte e non fino alle 22 come prevede invece l’ordinanza regionale. Il provvedimento del sindaco è quindi ora sospeso.

Zangrillo a Open: «Non mi rimangio nulla: il Coronavirus, dal punti di vista clinico, non esiste più»

ANSA/Nicola Marfisi | Alberto Zangrillo, medico di Silvio Berlusconi, all’uscita dell’ospedale San Raffaele, 1 maggio 2019.

Le sue parole stanno facendo discutere in queste ore. Ma lui non si rimangia nulla. «Lo ribadisco: il Coronavirus, dal punto di vista clinico, non esiste più ma non ho mai detto che il virus è inesistente», dice in un’intervista a Open Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, direttore della terapia intensiva. Il punto, spiega, è che «non arrivano malati gravi da 40 giorni: il Covid-19, dunque, ha una carica virale quantitativamente inferiore rispetto a quella osservata due mesi fa nei tamponi. Questo significa che siamo davanti a pazienti con sintomi lievi o asintomatici che non necessitano di cure in ospedale. Poi, se c’è qualcuno che si adombra perché dico quello che non dovrei dire, non è un problema mio», rilancia il medico di Berlusconi.

Veneto: chiudono i Covid Hospital

ANSA/Alessandro Di Meo | Arrivo del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia per la firma degli accordi di programma per le aree di Frosinone, Venezia e Gela presso la sede del ministero dello Sviluppo Economico, Roma 23 ottobre 2018.

Luca Zaia, governatore del Veneto, lo annuncia con un video su Facebook: «In questi giorni in Veneto stiamo chiudendo i “Covid Hospital”: gli ospedali del territorio, salvo ritorni del virus, tornano alla loro vocazione», dice il governatore. Le immagini che posta arrivano da Jesolo (Ulss4 “Veneto Orientale”) dove venerdì scorso si sono riuniti davanti all’ospedale circa 200 sanitari che hanno lavorato alle malattie infettive, assieme al direttore generale Carlo Bramezza e ai due primari Lucio Brollo e Fabio Toffoletto.

Sulla ripartenza del Veneto Zaia aggiunge: «Abbiamo chiuso tutte le linee guida, anche su teatri, discoteche, cinema, casinò e sale giochi. Attendiamo la convocazione del Governo per capire cosa fare», spiega ancora. Anche se «è ancora in piedi la ‘partita’ dei centri per i bimbi da 0 a 3 anni». «Noi vorremmo dare seguito. È scandaloso che a distanza di 10 giorni con le linee guida approvate all’unanimità da tutte le Regioni, non ci data ancora una risposta». 

Morta di setticemia al Trivulzio, aperta inchiesta per omicidio colposo 

Ansa/Matteo Corner | Personale sanitario del Pio Albergo Trivulzio durante la perquisizione della Guardia di Finanza a causa dei decessi avvenuti in seguito allíepidemia coronavirus allíinterno della struttura, Milano, 14 aprile 2020.

Una anziana di 78 anni ospite del Pio Albergo Trivulzio di Milano è morta il 21 maggio scorso. Era stata ricoverata il 19 maggio al San Giuseppe e il 20 al Fatebenefratelli: qui è morta per setticemia «causata da piaghe da decubito andate in necrosi, perché abbandonata, senza assistenza» nella Rsa. La denuncia arriva dall’avvocato Alberto Tucci, legale del fratello della donna: la Procura di Milano ha aperto un’indagine per omicidio colposo. Tucci ha mostrato in conferenza stampa le foto delle “profonde piaghe” sul cadavere della donna. 

Crisanti: «Ho violato le regole sui tamponi, altrimenti il Veneto avrebbe fatto la fine della Lombardia o del Piemonte»

ANSA | Il professor Andrea Crisanti

«Ho fatto tamponi sugli asintomatici quando non si poteva perché mi sembrava chiaro che erano veicolo di contagio. Se mi fossi adattato, il Veneto avrebbe fatto la fine di Lombardia e Piemonte». A rivelarlo in un’intervista al Corriere della Sera è il professor Andrea Crisanti, virologo e professore ordinario italiano di microbiologia all’Università di Padova, responsabile per l’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto.

«Alcuni segnali mi avevano convinto che si trattava di un’importante fonte di contagio – spiega il dottor Crisanti – Bisognava fare in fretta e io potevo procedere perché mi stavano arrivando da Londra i reagenti dei tamponi, comprati il 29 usando una parte dei fondi a mia disposizione all’Imperial College». L’interruzione dei tamponi a tappeto, pochi giorni prima che esplodesse il focolaio a Vo’ Euganeo, è stata legata al richiamo di Domenico Mantoan, presidente dell’Aifa e capo dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari durante la pandemia di Covid-19.

Mantoan chiedeva a Crisanti sulla base di quali indicazioni ministeriali o internazionali si fosse scelto di estendere i controlli anche ai soggetti asintomatici. Ma il dottor Crisanti ha risposto “edulcorando” quanto effettivamente stava facendo (pur bloccando di fatto i tamponi sugli asintomatici, ndr), salvo riprenderli dopo l’esplosione del focolaio a Vo’ Euganeo, 10 giorni dopo, quando si deciderà del focolaio, scoprendo che il 40% dei malati era positivo, ma asintomatico. Un dato che poi ha dato l’input per il tracciamento dei positivi asintomatici in tutto il Veneto.

L’allarme del Centro Studi di Confindustria: «A rischio la tenuta sociale del Paese: servono investimenti»

ANSA | Confindustria

Dopo il crollo della produzione industriale del 33,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e del -44,3% rilevato nel mese di aprile, il Centro Studi di Confindustria lancia l’allarme sullo stato della produzione industriale italiana. In un’indagine viene rilevato come, malgrado le riaperture, molti imprenditori si trovino in una condizione di sofferenza legata «alla carenza di liquidità, causata del blocco normativo delle attività nei mesi scorsi».

«Per il momento – si legge nell’analisi – molti sono costretti a navigare a vista, anche a causa di uno scenario di estrema incertezza sull’economia italiana e internazionale». E da questi presupposti scaturisce l’allarme lanciato da Confindustria, relativo all’orizzonte della produzione industriale nei mesi venturi: «In assenza di adeguati interventi a sostegno della ripresa del sistema produttivo, nel giro di pochi mesi si rischia l’esplosione di una vera e propria emergenza sociale che renderà ancora più impervia la strada verso l’uscita dall’attuale crisi economica». 

Maturità a rischio in Lombardia: mancano ancora metà dei presidenti di commissione

maturità
ANSA | Immagine esemplificativa degli esami di maturità degli anni scorsi

A due settimane dall’inizio della Maturità 2020, nel mezzo della Fase 2 dell’emergenza Covid-19, mancano ancora i presidenti esterni delle commissioni d’esame. Tra le regioni a maggior rischio di non individuarli vi sono la Lombardia (-40%), il Lazio (-30%), la Toscana (-25%) e il Piemonte (-20%). E nella regione più colpita d’Italia, su 1.700 commissioni, al momento, ben 700 non possono essere costituite, perché mancano candidature.

E così, l’Ufficio scolastico regionale si vedrà costretto, nei prossimi giorni, a richiamare d’ufficio docenti con almeno 10 anni di anzianità alle spalle o presidi in pensione. Tra timori e rifiuti, si teme anche una pioggia di certificati che attestino l’impossibilità sia per i docenti, sia per gli studenti, di presentarsi nelle sedi fisiche degli istituti, dando pertanto modo di poter svolgere il colloquio a distanza per via digitale. Questa doveva restare l’opzione da applicarsi in extremis, ma con il passare dei giorni, sembra possa diventare “normalità”, malgrado i dati ufficiali non giustifichino il ricorso a questa pratica. 

Dopo 84 giorni riapre il Colosseo, «segno di speranza e rinascita»

ANSA | L’esterno del Colosseo a Roma

«Oggi riprendiamo con grande entusiasmo e ottimismo nel segno dell’accessibilità, dell’accoglienza e della sicurezza. Si riapre il simbolo di Roma e d’Italia, un segno di speranza per ricominciare con un turismo più sostenibile e compatibile con la città». A dirlo è la direttrice del Parco, Alfonsina Russo, a margine della riapertura dell’Anfiteatro Flavio di Roma, dopo 84 giorni di chiusura legata al lockdown da Coronavirus.

ANSA/UFFICIO STAMPA MINISTERO PER I BENI CULTURALI E IL TURISMO | Parco Archeologico del Colosseo, che riapre i cancelli al pubblico il 1 giugno, Roma

Per accedere al sito mussale sono stati creati dei nuovi percorsi e nuove modalità di accesso differenziato, nel rispetto delle norme anti-contagio. L’ingresso verrà contingentato, grazie anche all’accesso previo prenotazione sul sito ufficiale, nuovi orari di ingresso e due nuove tipologie di biglietto di accesso. I visitatori dovranno obbligatoriamente essere dotati di mascherina e sottoposti al termoscanner per la misurazione della febbre. 

ANSA/UFFICIO STAMPA MINISTERO PER I BENI CULTURALI E IL TURISMO | I due nuovi percorsi per visitare il Colosseo

Solinas insiste sui test in Sardegna: «Consapevoli che ci sono margini di errore, ma l’alternativa è il nulla»

ANSA/FABIO MURRU | Il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas

«Per venire in Sardegna dal 3 giugno è sufficiente fare una prenotazione, e noi invitiamo tutti i turisti a prenotare perché l’Isola intende accoglierli a braccia aperte». A dirlo è il presidente della regione Sardegna, Christian Solinas, intervenendo ad Agorà su Rai3. «Con il Governo – aggiunge – stiamo cercando di trovare un punto di intesa sul modello che noi proponiamo per gli arrivi sicuri, cioè la richiesta di una certificazione di negatività risultante da un test accreditato dallo Stato». 

Il modello proposto dal governatore sardo prevede l’esecuzione di test sierologici, «che è in linea con le tendenze internazionali e nazionali», e viene altresì applicato nei «protocolli per la ripresa dei campionati di serie A e dei set cinematografici». «Siamo ben consapevoli che tutti i test hanno un margine di errore – prosegue Solinas – ma l’alternativa è il nulla, non fare filtri». Ma qualora questo modello non dovesse esser accettato dal Governo, Solinas intende istituire «un sistema di controlli più articolato che prevede la registrazione all’ingresso e su una piattaforma e un questionario che ci serve per capire dove concentrare maggiori controlli». 

«Clinicamente il Coronavirus non esiste più», Zangrillo (San Raffaele) rilancia: «Locatelli è sconcertato? Riporto i fatti»

ANSA/NICOLA MARFISI | Il dottor Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano

Continua lo scontro a distanza a suon di dichiarazioni tra virologi ed epidemiologi italiani sul Coronavirus. «Sono molto dispiaciuto che Locatelli sia sconcertato. In medicina non esistono punti di vista e chi dice che il mio è un punto di vista sbaglia prospettiva. Io riporto la realtà dei fatti», ha dichiarato infatti il dottor Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, in un’intervista all’AdnKronos. Zangrillo, infatti, aveva dichiarato che «in realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più».

Un’affermazione che è stata duramente condannata dal presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico, Franco Locatelli, che si è detto «sconcertato» dalle «pericolose dichiarazioni» del dottor Zangrillo, così come dal direttore di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico, Luca Richeldi. Ma c’è anche chi, come il dottor Matteo Bassetti, direttore di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, o il dottor Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario del Galeazzi di Milano, che sottolineano come, a livello clinico, «la gravità dell’infezione sia cambiata», e che non si presentino più «tanti casi gravi» come durante il picco della pandemia. Certo, ciò non vuol dire che la guardia debba essere, in alcun modo, abbassata.

Sileri: «Con le riaperture tra Regioni no ai test sierologici, sì al tracciamento per i turisti»

ANSA | Il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri

«Il virus circola ancora, anche se la sua diffusione è stata ridotta notevolmente in alcune aree che ormai sono Covid-free, grazie al lockdown e grazie alle misure messe in atto, come il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine. Ma è evidente che il rischio esiste perché il virus ancora circola». A dirlo è il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo a Mattino 5. «Poi c’è anche l’evidenza clinica che meno malati raggiungono gli ospedali e ancor meno entrano in terapia intensiva. Attualmente in questi reparti sono presenti pazienti che si sono infettati settimane fa – spiega il viceministro Sileri – ed è molto improbabile che vengano ricoverati nuovi contagiati». 

Ma questo è dovuto al fatto che «il virus ha meno possibilità di contagiare gli uni e gli altri, anche grazie alle misure di contenimento che sono state prese» dal Governo. Tuttavia, sottolinea Sileri «va mantenuta alta la guardia e non bisogna allentare la morsa dell’uso della mascherina e del distanziamento sociale, perché solo il monitoraggio ci dirà se questa è una vittoria temporanea o una vittoria definitiva». Il viceministro, inoltre, conferma l’indiscrezione per cui il Governo stia mediando con i governatori regionali al fine di trovare un compromesso per la libera mobilità, permettendo dunque di tracciare i turisti che calcano il suolo di un’altra regione, ma non permettendo di fare obbligatoriamente test sierologici alle persone. 

Inps, da oggi al via alle domande per l’emersione dei lavoratori irregolari

ANSA/ QUOTIDIANO DEL SUD | Immagine esemplificativa, braccianti al lavoro

Potranno essere presentate da oggi sino le 22 del 15 luglio le domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro con lavoratori irregolari (sia italiani sia stranieri) secondo quanto previsto dal decreto interministeriale Interno, Economia, Lavoro e Politiche agricole del 27 maggio 2020. A presentare la domanda – unicamente per via telematica sul sito dedicato dell’Inps – dovranno essere i datori di lavoro.

Tali istanze di regolarizzazione sono rivolta a tre settori: l’agricolo (che include l’allevamento, la zootecnia, la pesca e l’acquacoltura), quello relativo all’assistenza della persona e quello del lavoro domestico. Tutti i datori di lavoro che intendono presentare tale domanda e sono in linea con i requisiti economici richiesti dall’Inps (fatturato non inferiore a 30mila euro annui, e per il lavoro domestico un reddito imponibile inferiore ai 20mila euro annui) dovranno procedere a un esborso di 500 euro, a cui si aggiunge un contributo forfettario, che tuttavia deve essere ancora individuato. 

Bonaccini: «Bisogna accettare di assumersi qualche rischio sulle riaperture»

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI | Il Governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini

«Mi risulta che dopo il 4 di maggio, quando tornarono al lavoro 5 milioni di persone, la curva ha continuato a scendere. Dopo la riapertura del 18 maggio, proprio in questi giorni, è possibile fare una valutazione per provare a ripartire». A dirlo a Omnibus su La7 è il presidente della dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, asserendo che per la ripartenza si debba accettare una il potenziale rischio di contagio, altrimenti l’Italia resterebbe ferma e «non ripartirebbe mai», creando quindi una potenziale situazione di crisi non tanto legata alla salute, quanto alla tenuta del tessuto sociale, lavorativo ed economico. 

Gallera: «Abbiamo sempre agito al meglio delle nostre responsabilità, malgrado la scienza non abbia fornito indicazione chiare»

Ansa/Matteo Corner | L’assessore all Welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera

A livello regionale, durante la pandemia di Coronavirus, «abbiamo sempre agito al meglio delle nostre responsabilità. Poi arriverà il momento in cui si rifletterà su tutto, ma magari anche a mente serena perché in queste settimane abbiamo sentito ingigantire qualunque cosa veniva fatta». A dirlo, intervenendo a Mattino 5, è l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera. «La scienza non ci ha dato indicazioni chiare, precise e puntuali su cui agire: abbiamo avuto fior d’esperti che dicevano tutto e il contrario di tutto nella stessa giornata», prosegue Gallera.

«In Lombardia – prosegue l’assessore lombardo – è esplosa una vera e propria bomba che ha trovato tutti impreparati, ma tutto il mondo occidentale è stato trovato impreparato». «Noi abbiamo gestito una bomba atomica mettendo in campo tutto il meglio delle nostre capacità per affrontare il virus e salvare la vita alle persone, poi arriverà il momento in cui, con grande serenità discuteremo su tutto questo. Lasciamo che poi la scienza e i tecnici raccontino o approfondiscano quello che abbiamo fatto, rimettendoci alla loro valutazione».

Cartabellotta (Gimbe): «In Lombardia si sovrastimano i guariti e si sottostimano i morti»

ANSA / LUIGI MISTRULLI | Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta

Con la riapertura dei confini tra regioni «bisogna avere ancora più informazioni. Noi siamo un ente terzo che elabora dati, non è possibile essere lodati se diamo giudizi positivi su una regione ed essere querelati se i dati sono negativi». A dirlo ai microfoni di Omnibus su La7 è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che negli scorsi giorni aveva accusato la Lombardia di «magheggi» sui numeri dei guariti, ricevendo poi una querela dalla regione.

A detta di Cartabellotta i dati su cui è stata presa la decisione di riaprire i confini regionali non sono certificati dall’Istituto Superiore di Sanità, che li aggrega in base a quelli comunicati delle Unità di crisi delle singole regioni. E Cartabellotta, nel corso dell’intervista, ribadisce la sua idea per cui in Lombardia vi sia la tendenza a sovrastimare il numero di persone guarite e a sottostimare il numero dei morti per complicazioni legate al Covid-19. 

Pregliasco: «In Lombardia la situazione è ormai sotto controllo»

ANSA | Il professor Fabrizio Pregiasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano

«Io credo che in Lombardia, oggettivamente, la situazione è molto migliorata, grazie a una sistematica adozione di test sierologici e di tamponi che finalmente sono ampiamente disponibili e quindi si è riusciti a colmare quel gap che c’era nella ricerca di casi che non risalgono al giorno prima, ma sono relativi a giorni precedenti». A dirlo, intervenendo ai microfoni di Agorà su Rai 3 è il professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano. 

Non sarà troppo tardi per Immuni? I dubbi sull’app che per funzionare «dovrebbe essere scaricata da un italiano su due»

JOEL SAGET / AFP | Immagine esemplificativa di app di tracciamento dei soggetti positivi di Covid-19

Immuni, l’app italiana per monitorare e tracciare i contagi da Coronavirus, allertando della loro positività le persone entrate in contatto con loro nei giorni precedenti, sarebbe dovuta uscire a metà maggio. Tuttavia vi sono delle temporanee criticità sull’impiego dell’app. Come spiega il professor Pregliasco, al netto dei dati in lenta discesa relativi ai nuovi contagi in quasi tutta Italia, allo stato attuale il ruolo dell’app potrebbe non essere fondamentale, anche se potrebbe rivelarsi un ottimo strumento nel caso di una seconda ondata di contagi. «L’app ora non sarà determinante, ma contribuirà a tenere sotto controllo un problema che ci terrà compagnia a lungo. – spiega infatti il professor Pregliasco – Nei prossimi mesi ci potrebbe aiutare a passare una buona estate, segnalando subito i contatti potenzialmente pericolosi».

Le variabili che potrebbero vanificare l’efficacia dell’App Immuni

Oltre a questo aspetto si aggiunge il fatto che l’app, per essere effettivamente complessivamente utile, dovrebbe essere scaricata almeno dal 50% degli italiani. A ciò, si aggiunge un ulteriore fattore che potrebbe inficiarne l’efficacia e i propositi. La notifica dell’esser entrati in contatto con un soggetto positivo dovrebbe arrivare entro 24 ore affinché si possa avere un monitoraggio in tempo reale dell’andamento epidemiologico. Inoltre, è essenziale che una volta giunta la notifica, la persona venga immediatamente sottoposta a tampone di controllo. Il rischio, in sostanza, è che lo strumento non venga sfruttato al meglio, rendendo così vano l’utilizzo dell’app. 

Tracciare chi varca i confini: l’intesa tra Governo e Regioni per uscire dall’impasse delle riaperture

Ansa/Andrea Fasani | Immagine esemplificativa, il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna

«Sarebbero serviti mesi di lockdown, ma il Paese non avrebbe retto» per arrivare al rischio 0 di possibilità di contagio da Coronavirus in Italia. Con le riaperture «Il rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, quindi lo stiamo assumendo, provando a gestire una fase diversa». A dirlo, ieri, il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ma con la riapertura dei confini regionali del 3 giugno, che ha creato non poco scontento principalmente nei governatori del Sud, il Governo sta tentando una mediazione, con il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia, al fine di trovare un compromesso tra tutte le richieste dei vari Enti locali.

Il compromesso, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, potrebbe essere quello di registrare e monitorare tutti gli ingressi sui territori regionali, permettendo alle regioni di effettuare test seriologici per valutare lo stato di positività o meno delle persone. Test che tuttavia resteranno volontari e non effettuabili obbligatoriamente.

Di Maio: «Crediamo nello spirito europeo, ma siamo pronti a chiudere le porte in faccia a chi ci tratta come un lazzaretto»

ANSA/ALESSANDRO DI MEO | Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio

«Crediamo nello spirito europeo, ma siamo pronti a chiudere le frontiere a chi non ci rispetta». A dirlo è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, commentando, in un’intervista al Corriere della Sera, la decisione di bloccare l’accesso agli italiani da parte di altri Paesi dell’Unione Europea.

Quanto alla contrarietà espressa da diversi governatori del Sud sulle riaperture Di Maio dice di «comprendere le loro preoccupazioni», ma sottolineando come tale scelta sia stata supportata dal confronto tra Governo e Comitato tecnico-scientifico.

Infine il ministro degli Esteri si dice d’accordo con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nella richiesta di creazione di «un clima di concordia nazionale». Il Paese non merita un clima perenne da campagna elettorale», chiosa di Maio.

L’App Immuni sarà scaricabile su dispositivi Apple e Google dal pomeriggio di oggi, 1 giugno

ANSA | L’app Immuni

Immuni, l’app di tracciamento in funzione anti-contagio Covid-19 e contenente un “diario clinico” da compilare e aggiornare, sarà disponibile dal pomeriggio di oggi, 1 giugno. Il download dell’applicazione potrà essere effettuato sull’intero territorio italiano.

Tuttavia, il sistema di allerta che dovrebbe segnalare se si è entrati in contatto con una persona positiva ai test del SARS-CoV-2 e pertanto inviterà l’utente a contattare i sanitari per la richiesta dei test (tamponi) per verificare il proprio status di positività o negatività al virus sarà attivo unicamente nelle Regioni che aderiranno alla sperimentazione. Tra queste non ci sarà il Friuli-Venezia Giulia, poiché il governatore Massimiliano Fedriga ha già comunicato che non aderirà al progetto. 

Regioni e riaperture: ecco i presidenti di Regione che minacciano i controlli

A 48 ore dalla riapertura dei confini tra le Regioni italiane, prevista nel Dl Riaperture e che è supportata dal via libera dell’Istituto Superiore di Sanità e del Governo, diversi presidenti regionali e amministratori locali continuano a esprimere malcontento e scetticismo per tale decisione. In prima linea, il governatorissimo della Campania, Vincenzo De Luca, che ha assicurato che la regione «adotterà, senza isterie, e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti, controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire, per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici».

A fargli eco è il presidente della Sardegna, Christian Solinas, che con toni ben più intransigenti ha più volte dichiarato che non sussistono le «le condizioni per consentire liberamente uno spostamento dalla Lombardia e dal Piemonte verso le altre regioni a meno che non si garantisca la previa acquisizione del tampone negativo che sarebbe la soluzione ottimale perché pure non consentire alle persone di viaggiare dopo tanto tempo è una limitazione forte».

In Sicilia, il governatore Nello Musumeci, ha adottato una linea lievemente più soft, che non prevede tamponi e test sierologici per chi entrerà in regione, ma metterà a punto un protocollo per il tracciamento dei turisti. Infine, Michele Emiliano, presidente della regione Puglia, che ha fatto esplicita richiesta a chiunque dovesse entrare nel territorio regionale in qualità di turista o di rientro nella propria Regione di di segnalare la propria presenza e di tenere memoria dei contatti.

Zangrillo: «Clinicamente il Coronavirus non esiste più». E scoppia la polemica

ANSA/MOURAD BALTI TOUATI | Il direttore del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano, il dottor Alberto Zangrillo

Il direttore del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano, il dottor Alberto Zangrillo, ospite della trasmissione Mezz’ora in più ha dichiarato: «Circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere una nuova ondata a fine maggio-inizio giugno e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più». Questa posizione, a detta del professor Zangrillo, sarebbe sostenuta anche da «uno studio del direttore dell’Istituto di virologia Clementi e dal professor Silvestri della Emory University di Atlanta».

Ma queste affermazioni hanno creato non poche polemiche tra i virologi ed epidemiologi italiani, a partire dal presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico scientifico Franco Locatelli, che ha espresso «grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal Professor Zangrillo». «Basta guardare al numero di nuovi casi confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del virus», ha spiegato il professor Locatelli, mettendo in guardia dalla possibilità che le parole del dottor Zangrillo possano portare ad un allentamento delle misure individuali e al mancato rispetto delle norme anti-contagio.

Ippolito: «Non ci sono prove scientifiche che virus sia mutato»

ANSA/FABIO FRUSTACI | Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Ospedale Spallanzani di Roma

Ad oggi, «non vi è alcuna prova o studio scientifico pubblicato che dimostri che il nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 sia mutato». A dirlo all’Ansa è il professor Giuseppe Ippolito, direttore dell’Istituto azionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. «In Italia fortunatamente ora abbiamo meno casi gravi, e ciò dimostra che le misure di contenimento adottate hanno dato i loro frutti.

«A oggi non c’è alcuna prova né alcuno studio scientifico pubblicato che il virus sia mutato. E si può parlare solo sulla base di studi scientifici riconosciuti e pubblicati», prosegue il direttore dell’INMI Spallanzani. I virus solitamente si attenuano nel corso di vari anni – spiega ancora il professor Ippolito  – ma non bisogna essere né catastrofisti né ottimisti a tutti i costi». La priorità ora «è monitorare la situazione giorno per giorno e mai abbandonare la prudenza».

Link utili

L’articolo Coronavirus, ultime notizie – Rallentano i contagi in tutta Italia, la Liguria supera la Lombardia per nuovi casi. Dal 3 giugno chi passa i confini regionali potrà essere tracciato. Attesa per Immuni proviene da Open.

Fonte: Open

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