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#Domenichealmuseo Avellino @ Museo Civico
Nov 4 giorno intero
#Domenichealmuseo Avellino @ Museo Civico | Altavilla Irpina | Campania | Italia

Museo Civico “Della gente senza storia” di Altavilla Irpina (Avellino)
Via Macello, 9 – Altavilla Irpina
Telefono: 
0825994566 
Inaugurato nel 1997, il Museo Civico della Gente Senza Storia di Altavilla Irpina, in provincia di Avellino, si trova all’interno di un ex monastero virginiano risalente alla fine del XV secolo, attuale sede del Municipio che, in epoche antiche, era il luogo deputato all’amministrazione dei beni dell’Abbazia di Montevergine. Soppresso nel 1807, il monastero divenne prima caserma e gendarmeria reale, poi sede del tribunale e complesso scolastico 

Antiquarium di Ariano Irpino (Avellino)
Via Donato Anzani, 8 – Pal. Anzani
Telefono: 0825824839

L’Antiquarium ospita una selezione di materiali provenienti da alcuni siti archeologici dell’Arianese, zona dell’Irpinia posta all’incrocio di vie naturali di transito dalla pianura campana alla costa adriatica. L’esposizione comprende una selezione dei materiali rinvenuti nell’insediamento preistorico in località La Starza di Ariano Irpino, che, dal V millennio a.C., con brevi soluzioni di continuità, è stato frequentato per tutto l’arco della protostoria fino alle soglie dell’età del Ferro.
Una sala è dedicata all’insediamento sannitico di Casalbore, posto lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, nel quale è stato individuato un gruppo di tombe a tumulo del VI sec. a.C. e un complesso sacro in località Macchia Porcara incentrato su un tempio italico databile nel III sec. a.C.
Per il periodo romano e medievale la mostra illustra i risultati delle esplorazioni condotte in località S. Eleuterio, dove è stato individuato un centro (vicus) identificato con Aequum Tuticum.

Museo del Palazzo della Dogana dei Grani Atripalda (Avellino)
Piazza Umberto I

Telefono: 0825626586
Il Museo del Palazzo ex Dogana dei Grani sorge nei pressi dell’antico sito di Abellinum e costituisce una sorta di raccordo tra l’area archeologica ed il centro storico della città. Qui sono conservati i reperti provenienti dagli antichi insediamenti di Abellinum (Avellino) e di Atripalda. Nel Museo Palazzo ex Dogana dei Grani è ospitata una mostra permanente che comprende reperti provenienti dall’antico insediamento di Abellinum e raccoglie tavole, tele e statue provenienti dalle chiese e dagli edifici distrutti dal terribile terremoto. Si organizzano inoltre esposizioni temporanee di opere recuperate dal territorio.

Museo civico archeologico di Bisaccia (Avellino)
Corso Romuleo (Castello Ducale) 

Telefono: 082789196
Il Museo è allocato al piano terra del Castello Ducale e si articola in un percorso espositivo cronologico in senso orizzontale lungo il quale sono esposti i reperti in mostra, di proprietà statale, provenienti dagli scavi eseguiti sulla collina di Cimitero Vecchio. Obiettivo dell’esposizione è quello di ricostruire la storia di Bisaccia in età protostorica e arcaica attraverso i corredi delle numerose sepolture tombali scoperte nel noto sito archeologico irpino rendendola di facile acquisizione e comprensione ai visitatori.

Area archeologica del Tempio Italico di Casalbore (Avellino)
località Macchia Porcara
Telefono: 089224266

In località Macchia Porcara, presso una sorgente, situata a valle del tratturo Pescasseroli-Candela, è stato portato alla luce un edificio di culto, databile al III sec. a.C., ma che conserva tracce di un’area votiva più antica, databile al VI sec. a.C. Il tempio esastilo (a sei colonne), riferibile ad una tipologia molto diffusa in ambiente medio italico, presenta una cella quasi quadrata tra due ali aperte; i muri della cella proseguono fino alla fronte e terminano con ante, tra le quali restano le tracce delle colonne. Nell’area antistante al tempio, ai lati dell’altare sono emersi i resti di un portico. La gradinata di accesso al tempio presenta ai lati due ampie vasche con fontane, alimentate dalla vicina sorgente. I pavimenti erano in cocciopesto con tessere in pietra calcarea e le pareti dipinte in primo stile (strutturale). Dall’analisi dei depositi votivi si presume che il santuario fosse dedicato alla dea Mefite. A differenza del più noto ed importante santuario dedicato a tale divinità, nella valle d’Ansanto, che resta attivo fino alla prima età imperiale, il tempio di Casalbore viene distrutto nel corso delle guerre annibaliche (215 a.C.).

 

Area Archeologica di Conza della Campania (Avellino)
L’apertura è su prenotazione 3493583469 – 082739399 (Pro Loco “Compsa”) / 082739013 (Comune)
L’antica città di Compsa, alla quale era attribuito lo statuto di municipium ascritto alla tribù Galeria, compare nella testimonianza dello storico Livio che narra della sua defezione in favore di Annibale nel 216 a.C. e della sua riconquista, due anni dopo, ad opera di Fabio Massimo. I resti della città romana sono riemersi al di sotto delle rovine del paese moderno di Conza, che fu quasi completamente distrutto dal terremoto del 1980.

Antiquarium di Mercogliano
Mercogliano (Avellino)
Via Concezione, 24
Loc. Capocastello
L’apertura è su prenotazione 0825689823 (Comune)

L’Antiquarium si trova nel caratteristico borgo antico di Capocastello ed è allestito negli spazi della Cripta della chiesa della Santissima Concezione. Sono conservati reperti provenienti dagli scavi effettuati nella cripta, utilizzata come luogo di sepoltura tra il XVII e il XIX secolo, soprattutto ceramica, epigrafi, medaglie devozionali, fibie di ferro e bronzo, e bottoni metallici, di cui si segnalano alcuni esemplari realizzati nel XIX secolo dalla “Hudson’s Bay Company”, la più antica società commerciale americana. Nella parte più interna, lungo le pareti sono ben visibili “gli scolatoi”.
Altri reperti provengono dal castello medioevale di Mercogliano, per lo più riferibili a ceramiche e monete del periodo angioino ed aragonese.

Parco archeologico dell’antica Aeclanum di Mirabella Eclano (Avellino)
Via Nazionale delle Puglie
Loc. Passo
Telefono: 0825449175

Il Parco Archeologico di Aeclanum è situato presso la frazione Passo di Mirabella e si affaccia sulla Via Appia, la Regina Viarum, la strada che collegava Roma a Brindisi e sul cui tratto compreso tra Benevento ed Eclano sono ancora visibili i resti dell’imponente ponte noto come “ponte rotto”.

Museo di San Francesco a Folloni Montella (Avellino)
Via San Francesco, loc. Folloni di Montella
Telefono: 082769221
Il Museo dell’Opera annesso al Complesso Monumentale di San Francesco a Folloni, istituito nel 1999, espone oggetti di valore storico ed artistico significativi per la secolare storia del Convento.
Sono stati musealizzati arredi e suppellettili lignee, ceramiche, argenti, stoffe, stampe, che vanno dal XV al XIX sec., nonché numerose reliquie.
In collaborazione con la Soprintendenza è stata allestita nel Chiostro una nuova sezione del MdO, con una collezione di dipinti (XVI – XIX sec) del patrimonio artistico del Convento. Tra i dipinti sicuramente interessanti sono un San Francesco in estasi che la critica più aggiornata ritiene opera della bottega del pittore Francesco Solimena e una lunetta dipinta raffigurante un’Annunciazione, recentemente attribuita all’artista marchigiano Francesco da Tolentino.
Un’altra sala del museo ospita gli arredi originali dell’appartamento di Umberto di Savoia, più volte ospite del convento nel corso della seconda guerra mondiale. Inoltre, dal 2011 è esposto il monumento del conte Diego I Cavaniglia, morto nel 1481, rinvenuta nel 2004 e sottoposta a lungo restauro, costituisce l’unico esempio di questo indumento ancora esistente al mondo.

Museo Civico di Summonte – Complesso Castellare (Avellino) 
Via Castello
Telefono: 0825 691191 – 0825 691126
Il Museo, istituito nel 2008, sorge all’interno del Complesso Castellare, che domina il centro urbano di Summonte. Risale ad epoca medievale. Tutta l’area castellare è stata oggetto di riqualificazioni che hanno consentito di ricostituire parte dell’antica cinta muraria normanno-sveva e l’antica torre di avvistamento, dalla quale si può godere di un’ampia vista panoramica, in uno dei luoghi più suggestivi del Parco del Partenio. La fortificazione è citata per la prima volta da fonti documentarie nel 1094.
Il Museo raccoglie due collezioni, la prima “Submontis medievalia” e la seconda riunita nella “sezione archeologica”.
Nelle sale del corpo di guardia è allestita la collezione permanente “Submontis Medievalia”, costituita da una serie di riproduzioni di armamenti generalmente utilizzati dalle guarnigioni militari tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. L’esposizione presenta una serie di arnesi legati ai momenti trascorsi dai soldati durante i turni di guardia, dal gioco della “tria” alle armi necessarie per la difesa del fortilizio, come coltelli da guerra e falcioni, alabarde, celate da fante, testiera da cavallo e spadoni. Interessante è la ricostruzione di un fante con un farsetto di panno e seta, un paio di calze brache di panno rosso, scarpe alte sino alla caviglia e nelle mani un pugnale ed un roncone.
All’interno della Torre Angioina, invece, è esposta la sezione relativa ad una parte dei reperti archeologici rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche condotte presso l’area castellare dalla competente Soprintendenza tra il 1994 e il 2005. I materiali esposti testimoniano una frequentazione ininterrotta del sito dall’età medievale all’età moderna. Tra le ceramiche si trovano due interessanti esemplari di lucerne a vaschetta in invetriata verde risalenti al XIII-XIV secolo, accanto a ceramiche di impasto grezzo prevalentemente destinate alla cottura e alla preparazione dei cibi, tra cui una brocca con decorazione ad onda incisa sulla pancia e sul collo (XII secolo). La frequentazione del sito ancora in età moderna è testimoniata da un frammento di piatto in ceramica graffita, risalente al XVI secolo, e da alcune brocche in maiolica sia monocroma bianca sia policroma, del XVII secolo. Infine, sono esposti alcuni materiali rinvenuti presso una piccola chiesa dedicata a San Vito, di pertinenza del castello e di cui tuttavia oggi non vi sono più tracce. Tra i reperti vi sono alcune fibbie in ferro e in bronzo, un gancio e una serie vaghi in osso.

Museo Archeologico di Taurasi (Avellino) 
Via del Convento, 1
L’apertura è su prenotazione 082774004 (Comune) / 3336064386
La mostra museo, recentemente inaugurata, raccoglie testimonianze archeologiche del più antico popolamento del territorio di Taurasi e di Mirabella Eclano nella media valle del Calore, riportate alla luce durante campagne di scavo realizzate alle metà degli anni ’90 in contrada S. Martino. L’area ha restituito le più significative manifestazioni dell’Eneolitico in Campania. Sono state individuate numerose capanne, risalenti a 4500-4000 anni fa circa, diverse per forma e dimensione, dotate di un muro perimetrale in pietra a secco che doveva sorreggere l’intera struttura lignea, non più conservata. All’interno sono stati rinvenuti vasi di ceramica d’impasto e strumenti litici, esposti in mostra, insieme a numerosi cinerari.
Il museo ospita inoltre i reperti rinvenuti negli anni ‘70 nel giacimento del paleolitico medio scoperto nei pressi del paese di Montemiletto, nella cava di Brogna insieme ai ritrovamenti nel territorio del Comune di Torre le Nocelle in contrada Felette risalenti al neolitico finale-eneolitico (V-IV millennio a.C.), insediamento che controllava il passaggio dalla valle del Sabato a quella del Calore.

#Domenichealmuseo Benevento @ Domenica al museo
Nov 4 giorno intero
#Domenichealmuseo Benevento @ Domenica al museo | Benevento | Campania | Italia

Teatro Romano di Benevento
Piazza Ponzio Telesino
Telefono: 082429970 – 082447213
Databile tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C., sorge nella zona occidentale della città antica. Il monumento, la cui cavea misura circa 98 metri di diametro, è costruito in opera cementizia con paramenti in blocchi di pietra calcarea e in laterizio.

Castello di Montesarchio (Benevento) 
Via Castello
Telefono: 0824834570

Al centro del colle che domina la città di Montesarchio sorgono il castello e la torre, che costituivano un complesso fortificato cinto da mura e da torri. Il Castello fu realizzato in epoca normanna, la sua presenza è documentata per la prima volta nello statuto di Federico II del 1241-1246. Di recente il Castello ospita la sede del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino.

Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino a Montesarchio (Benevento)
Via Castello
Telefono: 0824834570

Il Museo è stato realizzato all’interno del corpo centrale del Castello di Montesarchio, struttura edificata in epoca normanna ma oggetto di continui rifacimenti fino alla metà dell’800. Della originaria struttura medievale si conservano integre solo le fortificazioni esterne databili all’epoca aragonese e ambienti ipogei utilizzati come cisterne. L’allestimento museale è dedicato alla storia e all’archeologia della Valle Caudina e si sviluppa per il momento in sei sale poste al primo piano dell’edificio.

#Domenichealmuseo Caserta @ Reggia di Caserta
Nov 4 giorno intero
#Domenichealmuseo Caserta @ Reggia di Caserta | Caserta | Campania | Italia

Dalla Reggia di Caserta all’area archeologica di Santa Maria Capua Vetere: tanti i siti a Caserta e provincia.

Museo Archeologico dell’Antica Allifae ad Alife (Caserta)
Piazza XIX Ottobre
Telefono: 0823787005

Nel Museo sono raccolte le testimonianze relative alle varie fasi di occupazione umana nella zona, dalla preistoria, alle epoche preromana e romana, sino all’età medievale, rinvenute nel corso di recenti indagini archeologiche eseguite dalla Soprintendenza.

Area archeologica di Cales a Calvi Risorta (Caserta)
Strada Statale Casilina
Telefono: 0823652533

L’antica Cales sorgeva su un pianoro attraversato da importanti vie di comunicazione tra il Lazio e la Campania. Oggi si trova nella località che conserva il toponimo di Calvi Vecchia presso l’attuale comune di Calvi Risorta. Fu la prima colonia romana fondata in Campania, per la sua posizione strategica all’interno della regione. In età imperiale, Cales ebbe due edifici per spettacoli: il Teatro per le rappresentazioni sceniche e l’Anfiteatro per i combattimenti tra gladiatori. Oltre al teatro è oggi possibile visitare i resti piuttosto imponenti di due ampi complessi termali pubblici, e di un tempio, parte di un arco onorario, numerosi edifici privati.

Reggia di Caserta, Parco e Museo dell’Opera e del Territorio
Via Douhet, 2°
Telefono: 0823277111

Nel 1750 Carlo di Borbone (1716-1788) decise di erigere la reggia quale centro ideale del nuovo regno di Napoli, ormai autonomo e svincolato dall’egida spagnola. Il progetto per l’imponente costruzione, destinata a rivaleggiare con le altre residenze reali europee, fu affidato, dopo alterne vicende, all’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773), figlio del più importante pittore di vedute, Gaspar Van Wittel, già attivo a Roma sotto Benedetto XIV nel restauro della cupola di S.Pietro.

Museo Archeologico dell’antica Calatia a Maddaloni (Caserta) 
Via Caudina, 313
Telefono: +39.0823.200065; +39.0823.403493 (Ufficio archeologico di Maddaloni
Orario: dalle ore 9.00 alle ore 20.00

Il Museo Archeologico di Calatia ha sede nel Casino dei duchi Carafa del ramo della Stadera, una delle più significative emergenze storiche della città di Maddaloni. I reperti che provengono in massima parte dalla necropoli, sono serviti per spiegare i momenti storici più salienti, modi, gusti e tendenze attraverso i secoli delle genti della piana campana, dai rapporti con il mondo coloniale alla romanizzazione. Sono stati scelti quattro temi principali: la viabilità antica, l’età arcaica, la figura della donna tra VIII e VII sec. a.C. e quella dell’uomo nel medesimo contesto storico. Il Museo è dotato di un parcheggio esterno di 1600 mq.

Anfiteatro Campano a Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Piazza I Ottobre, 1860
Telefono: 0823798864

L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo in ordine di grandezza tra tali tipi di monumenti nell’Italia antica dopo il Colosseo (m 165 sull’asse maggiore, m. 135 su quello minore a livello dell’arena), fu innalzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. in sostituzione dell’arena meno capiente risalente ad età graccana.

Mitreo di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Vicolo Mitreo
Telefono: +39.8023.844206 (Ufficio archeologico di Santa Maria Capua Vetere); +39.0823.798864

Il monumento, un sacello dedicato al culto di Mitra, antica divinità di origine persiana, costituisce uno dei maggiori esempi tra i rari santuari mitraici con decorazione pittorica.

 

Museo Archeologico dell’antica Capua di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Via Roberto d’Angiò, 48
Telefono: 0823844206

Il Museo Archeologico dell’Antica Capua sorge nel cuore della città moderna, in un’area che nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni. In età medievale fu innalzata, sul tempio capitolino della città romana, la Torre di S. Erasmo, citata da Erchemperto, un cronista longobardo. Utilizzata come fortezza da Longobardi e Normanni, la Torre divenne poi residenza dei monarchi svevi, angioini e aragonesi.

Museo dei Gladiatori a Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Piazza I Ottobre
Telefono: +39.0823.798864; +39.8023.844206 (Ufficio archeologico di Santa Maria Capua Vetere)

Annesso all’anfiteatro è il Museo dei Gladiatori dove, con innovative soluzioni espositive, sono stati per la prima volta presentati al pubblico gli elementi superstiti della decorazione dell’Anfiteatro Campano.

Museo civico di Sessa Aurunca (Caserta)
c/o Castello Ducale
Di origine preromana, Sessa Aurunca conserva ancora molte testimonianze storiche che permettono una ricostruzione del suo passato. Molti i popoli che l’hanno dominata (longobardi, normanni, angioini, aragonesi) lasciando tracce della loro presenza. Il Castello Ducale ne è un chiaro esempio. Costruito nel X sec., fu concepito come luogo di difesa ma anche come palatium, dove svolgere le attività ufficiali della corte. Con Federico II di Svevia, il complesso fu consolidato e ampliato con l’aggiunta di torri quadrangolari. Le trasformazioni continuarono con gli angioini, dei quali resta la straordinaria loggia del giardino pensile, e con la famiglia Marzano nel XIV sec., che abbellì la struttura con affreschi e decorazioni architettoniche di gusto castellano, come portali, archi, costoloni e colonne. Purtroppo vicende storiche e naturali hanno danneggiato la struttura originaria, con la perdita di molti elementi. Di proprietà pubblica dagli inizi dell’800, fu sede carceraria fino al secolo scorso, quando si decise di valorizzare il sito con restauri. Oggi, oltre ad ospitare una biblioteca e sale per eventi, ospita il Museo Civico archeologico. 

Sala Espositiva presso il Castello Ducale di Sessa Aurunca (Caserta)
c/o Castello Ducale
La sala espositiva presso il Castello Ducale di Sessa Aurunca è gestita dalla Soprintendenza Archeologia della Campania con proprio personale. Vi sono ospitati, in un unico ambiente, una piccola parte dei reperti archeologici provenienti dagli scavi condotti dalla Soprintendenza tra il 1999 e il 2003 nell’area del Teatro Romano della città, uno dei più grandi e fastosi dell’Italia romana.

Museo Archeologico dell’Agro Atellano di Succivo (Caserta) 
Via Roma, 6
Telefono: 0815012701
Il Museo Archeologico dell’Agro Atellano è ospitato all’interno di un edificio di proprietà comunale; la struttura si data alla fine dell’800. Utilizzato come carcere mandamentale di Succivo, fu dal 1930 adibito a caserma dei carabinieri, successivamente destinato a Museo Archeologico. Il Museo fa parte della rete dei musei dedicati al territorio infatti vi sono esposti i  reperti provenienti dalla città di Atella, dalle necropoli e dal suo territorio.

Museo Archeologico di Teanum Sidicinum a Teano (Caserta) 
Via Nicola Gigli, 23
Telefono: 0823.657302 (Ufficio archeologico di Teano)

Il Museo Archeologico è ospitato all’interno del complesso monumentale tardo gotico detto del “Loggione e Cavallerizza”, appartenuto alla famiglia Marzano ed edificato nel XIV secolo nell’area del castello alto medievale, con funzioni politiche e civili. L’edificio ospita oggi i reperti rinvenuti durante le campagne di scavo dell’abitato e del territorio di Teano, anticamente abitato dalla popolazione italica dei Sidicini, stanziato al confine tra il Lazio meridionale e il territorio dei Sanniti. Il percorso di visita si sviluppa in sette sale secondo un percorso cronologico e tematico che abbraccia circa tre millenni di storia.

#Domenichealmuseo Napoli @ Domenica al museo
Nov 4 giorno intero
#Domenichealmuseo Napoli @ Domenica al museo | Napoli | Campania | Italia

Dagli Scavi di Ercolano alla grotta azzurra di Capri, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli al Parco di Capodimonte tanti i siti e i musei che resteranno aperti gratuitamente al pubblico a Napoli e provincia.

Grotta Azzurra Anacapri (Napoli) – accesso dal mare
Telefono: 0818370381
La Grotta Azzurra è una conosciutissima grotta situata nel comune di Anacapri, sull’isola di Capri in provincia di Napoli. L’antro ha una apertura parzialmente sommersa dal mare ed a seconda del ciclo delle maree l’accesso può essere più o meno complicato.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei a Bacoli (Napoli) 
Via Castello, 39
Telefono: +39.081.5233797 (Ufficio per i Beni Archeologici di Baia)
L’impianto ha origini romane, testimoniate oggi da mura in opus reticolatum, cisterne, Padiglione Cavaliere, costruzione merlata di base quadrata e dai pavimenti che ancora in parte testimoniano i gusti e gli stili romani. Nel corso degli anni il Castello è stato ampliato e fortificato per volontà dei sovrani, vivendo fasi alterne di fortuna e di abbandono. Nel secolo scorso, rientrato nelle competenze del demanio dello Stato, è stato inserito in un programma di riqualificazione. Oggi ospita il museo archeologico, che conserva reperti provenienti da Miseno, Baia e Pozzuoli. Interessante è la Raccolta dei gessi, composta da frammenti di calchi adoperati nel I-II sec. d. C. per la realizzazione di modelli di statue greche e romane più antiche.
Degna di nota è poi la ricostruzione del Ninfeo di Punta Epitaffio, al secondo piano, simile ad una grotta, con le statue di Ulisse e Polifemo, riemerse nel 1969 dal fondo marino, di Antonia Minore, madre di Claudio, della divinità Dioniso intento a giocare con la pantera e di una bambina, forse figlia dell’Imperatore. Ad arricchire l’esposizione l’allestimento di nuove sale dedicate ai recenti resti archeologici di Liternum, Rione Terra (unico attualmente visitabile), Cuma e Puteoli.

Parco archeologico di Baia a Bacoli (Napoli) 
Via Sella di Baia, 22
Telefono: 0818687592

L’antica Baiae, famosa per la presenza di acque termali e per la bellezza dei luoghi, fu luogo di villeggiatura e di riposo dell’aristocrazia romana. Il suo parco archeologico, esteso su di una superficie di 40.000 mq e diviso convenzionalmente in cinque settori (Villa dell’Ambulatio, Settore di Mercurio, Settore della Sosandra, Settore di Venere), racchiude i resti di residenze patrizie e di impianti termali.

Parco sommerso di Baia a Bacoli (Napoli) 
Piazza Alcide De Gasperi (centro visite)
Telefono: 0815233797 – 0815233797

L’area del Parco archeologico di Baia comprende resti imponenti di impianti termali e idraulici, le Cento Camerelle, la Piscina Mirabile, la tomba di Agrippina, il porto militare di Miseno, il teatro, le tombe monumentali: un patrimonio archeologico ineguagliabile.

Sacello degli Augustali a Bacoli (Napoli) 
Via Miseno
Telefono: 0815235035

Il complesso monumentale, situato a breve distanza dal teatro, realizzato in epoca giulio-claudia e dedicato al culto dell’imperatore Augusto, nella sua forma attuale risale alle sistemazioni di età antonina (metà del II secolo d.C.), fatte eseguire da Cassia Victoria in onore del marito L. Laecanius Primitivus, sacerdote Augustale dell’epoca di Marco Aurelio. L’edificio fu però distrutto alla fine del II secolo d.C. probabilmente a causa di eventi sismici. Al momento della sua scoperta nel 1967, vi furono trovate statue di Vespasiano, Nerva, Tito, dell’Abbondanza, e di alcune divinità tra cui, Asclepio, Apollo e Venere, una del tipo della Piccola Ercolanese ed un’altra su delfino, poi asportate ed ora esposte nell’apposita sala dedicata al monumento all’interno del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Semisommerso per effetto del bradisismo, il santuario è composto da tre ambienti affiancati, in parte costruiti in muratura e in parte ricavati dalla roccia, che ne forma le pareti laterali e di fondo. L‘edificio centrale, il vero e proprio sacello, consiste in un tempietto a podio di pianta rettangolare davanti al quale è situato l’altare. L’ambiente a destra del sacello, costruito in opus reticulatum, era decorato con rivestimenti in stucco ed intonaco dipinto sulle pareti e sulla volta a botte ed a crociera. In quello a sinistra invece fu rinvenuta la statua equestre in bronzo di Nerva (in origine Domiziano) ora al Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Teatro Romano di Miseno a Bacoli (Napoli)
Via Sacello degli Augustali
Telefono: 0818541469

Adiacente al Sacello degli Augustali, il teatro è in parte ricoperto da edifici moderni, ma ne sono ancora riconoscibili alcuni tratti degli ambulacri di sostruzione ed accesso alle gradinate, che sulla sommità si appoggiano al costone di Punta Sarparella. Attualmente vi si entra dall’ambulacro inferiore ad emiciclo coperto con volta a botte, scavato nel tufo e foderato in opus vittatum; interrato circa per metà della sua altezza per effetto del bradisismo, esso presenta l’imbocco dei corridoi radiali con arco di laterizi, che conducevano ad un’altra galleria semicircolare più interna. In corrispondenza del tredicesimo corridoio si apre una galleria rettilinea, anche questa insabbiata per metà dell’altezza. Nell’area in proprietà privata si conserva, infine, un breve tratto dell’ambulacro superiore e, ad una quota più alta, i resti di un’arcata in laterizi e di una scala, probabilmente di accesso alla summa cavea.

Tempio c.d. di Diana a Bacoli (Napoli) 
Piazzetta Alcide De Gasperi
Telefono: +39.081.8687592 (Parco Archeologico di Baia)

La denominazione fu attribuita all’edificio dagli antiquari napoletani in seguito al ritrovamento di bassorilievi marmorei con figure di cani e cervi, nonché per un frammento marmoreo in cui pare si leggesse il nome della dea. La struttura si presenta come una grande aula a pianta circolare iscritta in un ottagono, costruita in opus listatum fino alle reni degli archi di copertura dei finestroni; al di sopra è in opus latericium fino all’attacco della cupola, che era forma ogivale e che oggi si presenta sezionata, realizzata con anelli progressivamente aggettanti, costruiti con schegge di tufo e laterizi. La rotonda potrebbe essere identificata con una natatio, in relazione alla presenza in loco di sorgenti termali naturali, calde e fredde.

Antiquarium Nazionale e Villa Regina di Boscoreale (Napoli) 
Via Settetermini, 15
Telefono: 0815368796

L’Antiquarium, istituito nel 1991 ed ospitato in un edificio costruito nelle adiacenze dell’area archeologica di Villa Regina, illustra, con l’ausilio di strumenti didattici, la vita e l’ambiente dell’epoca romana nell’agro Vesuviano particolarmente favorevole all’insediamento ed allo sfruttamento umano. Vi sono esposti numerosi reperti di ogni genere, rinvenuti spesso in eccezionale stato di conservazione sotto la coltre di cenere e lava vesuviana durante gli scavi effettuati, tra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del Novecento, in alcune delle case di Pompei e nelle ville rustiche e signorili attestate in questa zona, i quali permettono di acquisire dati notevolmente precisi sul tenore di vita, sulle condizioni economiche, sugli usi e costumi degli abitanti di questo territorio in età romana.

Certosa di San Giacomo a Capri (Napoli) 
Via Certosa
Telefono: 0818376218

La Certosa di San Giacomo è la costruzione storica più antica dell’isola di Capri, fu costruita infatti nel 1371 per volere del conte Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla Regina Giovanna I D’Angiò.

Villa Jovis a Capri
Via Tiberio
Telefono: 0818370381 

La villa romana più grandiosa presente sull’isola è Villa Jovis, posta alla sommità del promontorio orientale, ultima residenza dell’imperatore Tiberio. Gli scavi eseguiti nel 1935 hanno portato alla luce un vasto edificio, che gravita intorno ad un grande quadrilatero centrale in cui sono collocate cisterne. 

Scavi di Stabiae a Castellammare di Stabia (Napoli) 
Via Passeggiata Archeologica
Telefono: +39.081.8714541; +39.081.8575347
La Villa San Marco, così chiamata da un’antica cappella ivi costruita nella seconda metà del 1700, è una villa romana a carattere residenziale situata sul ciglio della collina, in splendida posizione panoramica. Esplorata in epoca borbonica, tra il 1749 e il 1754, è stata riscavata sistematicamente tra il 1950 e il 1962.
La Villa Arianna, così denominata per la grande pittura a soggetto mitologico rinvenuta sulla parete di fondo del triclinio, fu scavata quasi interamente tra il 1757 e il 1762, sotto la direzione dell’ingegnere svizzero Karl Weber. Lo scavo a quei tempi era condotto attraverso esplorazioni sotterranee che prevedevano solo il recupero degli oggetti e non anche l’indagine dell’intero contesto architettonico: pertanto, le suppellettili e gli affreschi meglio conservati venivano prelevati e inviati al Museo Borbonico presso il Palazzo Reale di Portici.

Scavi di Ercolano (Napoli)
Corso Resina, 187
Telefono: 0817324311

La città di Ercolano, già gravemente danneggiata dal terremoto del 62, venne distrutta dall’eruzione del Vesuvio (79 d.C.), che la coprì con un’ingentissima massa di fango, cenere ed altri materiali eruttivi trascinati dall’acqua piovana che, penetrando in ogni apertura, si solidificò in uno strato compatto e duro di 15-20 metri. Queste particolari circostanze che hanno portato al seppellimento di Ercolano, se da un lato ne hanno reso e ne rendono tuttora assai arduo lo scavo, dall’altro hanno permesso la conservazione di materiali altamente deperibili, come i papiri e gli stessi alimenti, sigillati nel fango secco. Questa sigillatura ha anche protetto materiali come il legno strutturale, che invece in presenza di ristagno d’acqua è più deperibile.

Parco Archeologico di Liternum – Giugliano in Campania
Via Circumvallazione esterna
Telefono: 081440166

Il sito antico, adibito a Parco archeologico, si estende su un’area in comproprietà tra Stato, Provincia di Napoli e Comune di Giugliano in Campania. Alcuni degli interessanti materiali rinvenuti sono conservati a fini espostivi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei a Baia.

Palazzo Reale – Appartamento Storico – Napoli
Piazza Plebiscito, 1
Telefono: 0815808111 – 081400547 biglietteria – numero verde 848800288
La fondazione del Palazzo Reale di Napoli risale ai primi del 1600, quando i Viceré spagnoli di Napoli decisero di costruire, per sé e per i soggiorni del Re di Spagna, una residenza spaziosa e confortevole, ben diversa quindi, dai castelli fortificati nei quali avevano vissuto i Re angioini ed aragonesi. Il luogo prescelto si trovava accanto a Castel Nuovo, alla fine di via Toledo, verso il nuovo quartiere residenziale di Chiaia, a sud-ovest della città antica. Il progetto fu affidato dall’allora viceré, Fernando Ruiz de Castro Conte di Lemos, all’architetto Domenico Fontana, tra i più famosi architetti del tempo, proveniente dalla corte papale, che ispirò il suo disegno progettuale a canoni tardo-rinascimentali, già sperimentati a Roma, nella sua attività per Sisto V.

Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento a Napoli
Via Tito Angelini, 22
Telefono: 0812294449

Castel Sant’Elmo
Il castello è sede degli uffici della Direzione del Polo museale della Campania  e del Museo del Novecento a Napoli.
Il Castello è stato sede negli ultimi trent’anni di numerose manifestazioni espositive di arte antica e  contemporanea ma  anche di  una intensa attività di rassegne musicali di cinema e di teatro. E ciò che rende unico questo sito monumentale sono gli spalti, dai quali si ammira uno spettacolare panorama di tutto il territorio circostante, dalle isole al Vesuvio, dai Campi Flegrei ai monti del Matese.
Museo del Novecento
Sulla imponente Piazza d’Armi, nel 2010, è stato allestito il Museo ‘Novecento a Napoli.  
La collezione è formata da opere di proprietà pubblica, da donazioni degli artisti o degli eredi e di prestiti a lungo termine ‘in comodato’ da parte di collezionisti. Nel Museo sono esposte oltre 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani, con l’aggiunta anche di alcune presenze di maestri non napoletani  che con ruoli diversi furono attivi in città. Si articola attraverso un percorso cronologico suddiviso per sezioni: dalla documentazione della Secessione dei ventitré (1909) o del primo Futurismo a Napoli (1910-1914) al movimento dei Circumvisionisti e del secondo Futurismo (anni Venti-Trenta); dalle varie testimonianze su quanto si produsse tra le due guerre alle esperienze succedutesi nel secondo dopoguerra (1948-1958), dal Gruppo ‘Sud’ al cosiddetto Neorealismo, dal gruppo del M.A.C. all’Informale o al Gruppo ’58. Seguono le sezioni riservate agli anni Settanta, Fino all’ultima sezione, dove è documentata l’attività di quanti, pur continuando a operare dopo l’80 sperimentando linguaggi diversi, si erano già affermati in città in quel decennio.

Certosa e Museo di San Martino – Napoli
Largo San Martino, 5
Telefono: 0039.081.2294541

La certosa di San Martino è tra i maggiori complessi monumentali di Napoli; costituisce, in assoluto, uno dei più riusciti esempi di architettura e arte barocca insieme alla Reale cappella del tesoro di San Gennaro. Essa è situata sulla collina del Vomero, accanto a castel Sant’Elmo. Nel dicembre 2010 il decreto n. 851 del Ministero per i Beni Culturali emesso su proposta della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia, ha dichiarato la collina su cui sorge la certosa “monumento nazionale”.

 

Complesso dei Girolamini
Via Duomo, 142
Telefono: 0812294571

La quadreria dei Girolamini, statale ma affidata ai padri dell’Oratorio di San Filippo Neri, è sistemata in alcuni vani prossimi al chiostro monumentale. Secondo le antiche fonti, le raccolte furono accessibili al pubblico fin dalla sua prima istituzione, tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII, collocate in sacrestia, dove rimasero fino al recente riallestimento museografico realizzato nel 1961. Dopo un lungo periodo di chiusura seguito al terremoto del 1980, la pinacoteca è stata riordinata e riaperta al pubblico nel 1995. Comprende , oltre ad un piccolo nucleo cinquecentesco di dipinti di ambito nord-europeo, importanti opere a tema sacro di scuole prevalentemente centro-meridionali, donate all’ordine da privati a partire dal XVI secolo. Nel nutrito gruppo di opere seicentesche, prevalgono le opere di corrente naturalista – Battistello, Ribera, Stomer- con qualche esempio classicistico e barocco sia di ambito napoletano che emiliano – Stanzione, Giordano, Gessi, Reni. Tra i dipinti settecenteschi ricordiamo alcuni bozzetti per affreschi eseguiti in chiesa di Francesco Solimena e di Ludovico Mozzanti. In occasione dell’ultima riapertura della quadreria nel 1995, sono state inserite nuove opere, tra cui si distinguono incantevoli terracotte di Giuseppe Sanmartino.

Complesso termale di via Terracina – Napoli 
Via Terracina
Telefono: +390814422220 (Ufficio Archeologi della Soprintendenza)
Il complesso termale di via Terracina, portato alla luce nel 1939 durante la costruzione della Mostra d’Oltremare, è situato all’incrocio tra l’antica via Puteolis-Neapolim ed una strada secondaria. L’edificio, articolato su più livelli, alimentato dall’acquedotto del Serino e costruito prevalentemente in opus vittatum e latericium, risale nel suo impianto originario alla prima metà del II sec. d.C.; ma subì nel corso del tempo molteplici interventi che ne hanno modificato l’organizzazione degli spazi. Sicuramente posteriori rispetto al nucleo originario sono: il corridoio d’ingresso, in epoca medievale adattato a cisterna, alcuni ambienti forse identificabili come tabernae, e la latrina.

Crypta Neapolitana – Napoli 
Salita della grotta, 20
Telefono: 081/669390 e 081/2301030

La Crypta Neapolitana (o Grotta di Posillipo o Grotta di Virgilio) è una galleria lunga circa 711 metri[3] scavata nel tufo della collina di Posillipo, tra Mergellina (salita della Grotta) e Fuorigrotta (via della Grotta Vecchia), a Napoli. L’ingresso principale della grotta è ubicato all’interno del parco Vergiliano a Piedigrotta di Napoli, che conserva tra l’altro anche le tombe di Giacomo Leopardi e Virgilio.

Villa Pignatelli – Napoli
Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes
Riviera di Chiaia, 200
Telefono: 0039.081.7612356 0039.081.669675
La villa, costruita in stile neoclassico da Pietro Valente e Guglielmo Bechi (1826), fu acquistata nel 1841 dai Rothschild, la celebre famiglia di banchieri al servizio dei Borbone di Napoli, e nel 1867 ceduta ai principi Aragona Pignatelli Cortés. Donata allo Stato dalla principessa Rosina nel 1952, ospita mostre e concerti ed è sede del Museo del Principe Diego Aragona Pignatelli Cortés, costituito da opere d’arte e arredi devoluti insieme alla villa. Il museo accoglie anche parte della raccolta del Banco di Napoli, composta da opere di scuola napoletana dal ‘500 al ‘900.

Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Piazza Museo Nazionale, 19
Telefono: +39.081.4422149 (Punto informazioni del Museo); +39.081.4422111 (centralino)

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno dei primi costituiti in Europa in un monumentale palazzo seicentesco tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, può vantare il più ricco e pregevole patrimonio di opere d’arte e manufatti di interesse archeologico in Italia.

Museo della Ceramica Duca di Martina – Napoli 
Via Cimarosa, 77 / via Aniello Falcone, 171
Telefono: 0039.081.5788418
Il Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana di Napoli è sede di una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative. Comprende oltre seimila opere di manifattura occidentale ed orientale, databili dal XII al XIX secolo, il cui nucleo più cospicuo è costituito dalle ceramiche.

Museo di Capodimonte
Via Miano, 2 – Napoli
Telefono: 0817499111 – 081749915 – 848800288

Il Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli, straordinario contenitore culturale di arte e storia, uno dei simboli della magnificenza della città e del suo glorioso passato di capitale del regno, nasce da una collezione di famiglia. Il nucleo storico della collezione è costituito infatti dagli oggetti d’arte raccolti da Papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, ed ereditati da Elisabetta, madre di Carlo di Borbone re di Napoli a partire dal 1734.

Parco archeologico Sommerso di Gaiola Napoli
Discesa Gaiola, scogliera
Telefono: 0812403235 (centro visite)

Il Parco sommerso di Gaiola costituisce il fulcro del litorale di Posillipo, tra le falesie della baia di Trentaremi ed i pendii di Marechiaro, ammantate di macchia mediterranea. Nell’ambito del parco, la zona di riserva integrale comprende il tratto di mare prospiciente il promontorio di Posillipo e gli isolotti della Gaiola, mentre la zona di riserva generale include il residuo tratto all’interno del perimetro del parco medesimo. Il paesaggio subacqueo è costituito dalla commistione di popolamenti marini, favoriti dal sistema di circolazione delle acque nel golfo, e di resti di strutture archeologiche: bacini portuali, ninfei e peschiere, attualmente sommersi a causa del lento sprofondamento della crosta terrestre (bradisismo), pertinenti alla soprastante Villa di Vedio Pollione.

Parco di Capodimonte – Napoli
Via Miano, 4
Telefono: 0817410080 0815808278
Il bosco fu voluto da Carlo di Borbone nel 1734. Fu concepito inizialmente come riserva da caccia ma con il Re Ferdinando II delle Due Sicilie fu trasformato in giardino all’inglese, assumendo l’aspetto che conserva attualmente.

Parco e Tomba di Virgilio – Napoli 
Salita della Grotta, 20
Telefono: 081669390

Il piccolo parco sito alle spalle della chiesa di S. Maria di Piedigrotta, nei pressi della stazione ferroviaria di Mergellina, racchiude una parte delle pendici orientali della Collina di Posillipo, dal nome greco pausilypon (“pausa del dolore”) dato alla splendida villa romana che sorgeva sulla collina, ad indicare la pace e la quiete qui esistenti. Il parco ospita monumenti rilevanti per la storia dell’area partenopea e la sua denominazione ha origine dall’attribuzione al poeta Publio Virgilio Marone (Andes, 70 a.C. – Brindisi, 19 a.C.) del sepolcro romano ivi presente.

Museo Storico Archeologico di Nola (Napoli)
Via Senatore Cocozza, 2
Telefono: +39.081.5127184 (Ufficio per i beni archeologici di Nola)
Ospitato in un convento canossiano, il museo espone oggetti dall’antica città etrusca di Nola, dal VII secolo a.C. all’epoca tardo antica.

Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “Georges Vallet” – Piano di Sorrento (Napoli) 
Via Ripa di Cassano
Telefono: +39.081.8087078 (Ufficio per i beni Archeologici della Penisola Sorrentina)

Il Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina, intitolato al famoso archeologo e studioso Georges Vallet ed ospitato nelle sale di Villa Fondi de Sangro, è nato dall’esigenza di accogliere la documentazione ed i risultati delle campagne di scavo effettuate nella Penisola Sorrentina per ricostruire le fasi di popolamento e di trasformazione di questo territorio dalla preistoria all’età romana nel contesto complessivo della Campania antica.

Scavi di Pompei (Napoli) 
Via Villa dei Misteri, 2
Telefono: 0818575111 – 0818575347

Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti dell’antica città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle porte della moderna Pompei, seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., insieme ad Ercolano, Stabiae ed Oplonti.
Gli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell’epoca.

Anfiteatro Flavio e Tempio di Serapide – Pozzuoli (Napoli) 
Via Serapide
Telefono: 0815266007
Una delle più grandi arene costruite sotto l’imperatore Vespasiano, intorno al 70 d.C., sorse sulla grande terrazza urbana della città, destinata ad ospitare i più importanti monumenti architettonici dell’ “urbs” romana.
L’Anfiteatro, coi suoi 149 metri di altezza, è per grandezza il terzo in Italia dopo il Colosseo e l’Anfiteatro di Capua.
L’edificio, in tre ordini di arcate, era circondato da un portico ellittico che sorgeva su di una platea in travertino i cui pilastri in piperno furono sostituiti, con grandi colonne di laterizio. Dei tre ordini di gradinate della cavea ne restano due; la capienza era di circa 40.000 spettatori. L’arena, ellittica, che misura 75×42 m, è aperta al centro da un corridoio. Due scale nei lati lunghi conducono agli imponenti sotterranei perfettamente conservati, tre profondi corridoi, quaranta celle al piano inferiore, altre quaranta, destinate alle belve, al piano superiore. Lungo l’arena si trovano aperture comunicanti con le gabbie nei sotteranei da cui potevano entrare le bestie spesso utilizzate durante gli spettacoli. Suggestiva è la visita dei sotterranei che mostrano la complessa organizzazione dei servizi per il funzionamento degli spettacoli. Nell’arena si svolsero i primi martirii cristiani: qui, secondo la tradizione formatasi tra il V e VI secolo, nel 305 d.C. fu preparato il supplizio per San Gennaro.

Parco archeologico di Cuma – Pozzuoli (Napoli) 
Via Monte di Cuma, 3
Telefono: 0818040430

La città di Cuma è la più antica colonia greca d’Occidente, i suoi grandi templi di Apollo e di Giove, trasformati in chiese nel Medioevo, conservano testimonianze greche, sannitiche, romane e paleocristiane. Fuori della cinta fortificata della città sono la necropoli settentrionale e l’Anfiteatro del tardo II secolo a.C., uno dei più antichi della Campania.

Villa di Poppea – Oplontis – Torre Annunziata (Napoli)
Via Sepolcri
Telefono: 0818621755

Per scavi archeologici di Oplonti si intende una serie di ritrovamenti archeologici appartenenti alla zona suburbana pompeiana di Oplontis, seppellita insieme a Pompei, Ercolano e Stabiae dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: oggi l’area archeologica è situata nel centro della moderna città di Torre Annunziata e comprende una villa d’otium chiamata “di Poppea” e una villa rustica detta “B o di Lucius Crassius Tertius”.

#Domenichealmuseo Salerno @ Museo Di Paestum
Nov 4 giorno intero
#Domenichealmuseo Salerno @ Museo Di Paestum | Paestum | Campania | Italia

Da Paestum a Buccino, ecco tutti i siti e i musei aperti gratuitamente al pubblico la prima domenica del mese di maggio 2018 a Salerno e provincia:

Parco archeologico di Eleia-Velia – Ascea (Salerno) 
C.da Piana di Velia
Telefono: 0974972396

L’antica città di Elea, che deriva il suo nome dalla sorgente locale Hyele, fu fondata  intorno al 540 a.C. da un gruppo di esuli provenienti dalla città greca di Focea, nell’attuale Turchia, occupata dai Persiani. La città, nota nel V sec. soprattutto  per le figure di Parmenide e Zenone, fondatori della famosa scuola filosofica eleatica,  raggiunge un periodo di grande sviluppo in età ellenistica e in gran parte dell’età romana (fine IV a.C. – V sec. d.C., quando il suo nome viene modificato in Velia. Con il Medioevo l’abitato si ritira sull’Acropoli, dove viene costruito un castello.
Le strutture architettoniche della città antica sono immerse in una vasta area di macchia mediterranea e di rigogliosi uliveti costituendo uno splendido connubio tra archeologia e natura.

Museo Archeologico di Atena Lucana
Via S. Maria
Telefono: 09779050

L’Antiquarium espone, nei locali ottocenteschi dell’ex municipio, una selezione dei corredi delle necropoli in successione cronologica dal VII al IV sec. a. C., dalla ceramica con decorazione geometrica di produzione indigena ai vasi con decorazione a figure rosse di età lucana. Per l’età romana è possibile vedere un’imponente iscrizione realizzata sui basoli che pavimentavano il foro, statue e cippi funerari scolpiti ed iscritti di età repubblicana ed imperiale.

Museo Archeologico Nazionale “M. Gigante” di Volcei e Parco Archeologico Urbano – Buccino (Salerno) 
Piazza Municipio, 1
Telefono: 0828951815
Il Museo Archeologico Nazionale di Volcei vuole ripercorrere, attraverso i reperti in esso raccolti, la lunga e affascinante storia delle popolazioni che nei secoli hanno abitato le colline sulle quali si affacciano i monti Alburni. Il Museo è intitolato alla memoria di Marcello Gigante, illustre cittadino di Buccino, filologo raffinato e sensibile, ellenista e papirologo, fondatore, tra l’altro, del “Centro per lo studio dei papiri ercolanesi”, che auspicò sempre vivamente l’istituzione del Museo Archeologico.

Museo degli antichi saperi di Buonabitacolo (Salerno)
Via Roma – Buonabitacolo
Orario: su prenotazione
Telefono: +393490793155

Il Museo è allestito all’interno delle antiche sale del Palazzo baronale Picinni-Leopardi di Buonabitacolo. Nato per iniziativa di Maurizio Vignati e promosso dall’Amministrazione Comunale e dall’Associazione Palazzo Picinni-Leopardi, è suddiviso in sezioni che raggruppano di volta in volta oggetti e strumenti di lavoro (filatura, pelletteria, sartoria, falegnameria, ferro, cucina, ecc.). 
Tali strumenti, messi tutti insieme e organizzati, hanno assunto la capacità di raccontare la propria storia e quella di chi li ha costruiti e usati. La realizzazione del museo è stata resa possibile grazie alla generosità di molti cittadini che hanno messo gratuitamente a disposizione gli oggetti in loro possesso. 
Il museo è aperto a tutti gli amanti della storia locale. In particolare si vuole rivolgere al mondo della scuola, per il quale sono previsti percorsi didattici articolati, e al mondo delle associazioni culturali, affinché possano avere a disposizione un ulteriore strumento per svolgere il proprio lavoro.

Parco e Museo archeologico di Paestum – Capaccio (Salerno) 
Via Magna Grecia
Telefono: 0828811023

Il Museo archeologico Nazionale raccoglie gli eccezionali reperti provenienti dalla città e dal territorio di Poseidonia-Paestum: dalle suppellettili preistoriche ai corredi funerari della città lucana, dai resti architettonici e scultorei alle terrecotte 

Museo Archeologico Nazionale di Eboli e della media valle del Sele – Eboli (Salerno) 
Piazza San Francesco, 1 – Convento San Francesco
Telefono: 0828332684

Tombe e fornaci, gioielli e conocchie, la storia millenaria dell’antica Eburum esposta al Museo Archeologico Nazionale di Eboli. I reperti, dal Neolitico fino al Medioevo testimoniano la vita quotidiana delle popolazione che nel corso dei secoli hanno abitato la valle del fiume Sele.
Il Museo è allestito nello storico Convento di San Francesco

MU.VI. – Museo virtuale di Caselle in Pittari (Salerno)
Strada Provinciale, 16 – Caselle in Pittari
Telefono: 3482974991 – 339721159 

Il museo si inserisce in un contesto naturalistico di grande valenza anche e soprattutto per gli aspetti legati al carismo connesso con gli inghiottitoi del bussento, esso è sede di numerose attività laboratoriali e didattiche strettamente connesse al territorio di apparenza ed inoltre è un punto di riferimento importante nell’ambito dei geoparchi internazionali.

Villa Romana e Antiquarium di Minori (Salerno) 
Via Capo di Piazza, 28
Telefono: 089852893

La Villa Marittima risale all’inizio del I sec. d.C. Dell’edificio, originariamente su due livelli, sono visibili solo alcuni ambienti ornati di stucchi e resti di affreschi organizzati intorno al viridarium, cinto da portico ad arcate. Interessanti sono, inoltre, il triclinium e le terme.
Sulla terrazza, corrispondente al piano superiore, è collegato l’annesso Antiquarium, che raccoglie pitture e materiale romano rinvenuto in altre ville della zona.
Le ricche decorazioni pittoriche del triportico e degli ambienti interni (III stile pompeiano), consentono di collocare l’impianto originario della villa nell’età giulio-claudia.

Area archeologica del teatro ellenistico-romano di Nocera Superiore (Salerno) 
Loc. Pareti
Telefono: 081932052

Il teatro ellenistico-romano, costruito nel II sec. a.C., rappresenta il più grandioso esempio, sia per dimensioni che per posizione scenografica, tra quelli documentati in Campania.
L’edificio, danneggiato dal terremoto del 62 d.C., subì importanti restauri e sopravvisse alla terribile eruzione vesuviana del 79 d.C. Dopo il IV sec. d.C., caduto in disuso, fu lentamente spoliato dei suoi elementi più preziosi finchè alluvioni successive in epoca medievale non ne cancellarono il ricordo.

Necropoli monumentale romana di Nocera Superiore (Salerno) 
Loc. Pizzone
Telefono: 081932052

L’area archeologica comprende alcuni grandi monumenti funerari databili nel I sec. a.C. e allineati lungo una strada che usciva dalla città di Nuceria e si dirigeva verso Oriente. Attualmente sono visibili tre sui sette monumenti individuati: il monumento dei Corneli, quello dei Lutatii e quello dei Numisii.

Certosa di San Lorenzo Padula (Salerno)
Viale Certosa
Telefono: 09757745 0977552 0892573219

La Certosa di San Lorenzo risale al 1306 quando prese il posto di una chiesa benedettina dell’ottavo secolo. Nel 1998 l’Unesco la inserì nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità ed è seconda come grandezza solo a quella di Parma. Voluta da Tommaso di Sanseverino  che la donò ai frati Certosini allo scopo di ottenere le simpatie degli Angioini che avevano uno stretto legame con i monaci dell’ordine certosino valore.

Museo civico “Insteia Polla” – Rassegna permanente delle antiche vestiture pollesi
Via Santa Maria La Scala – Polla
Telefono: 0975376205 

Il Museo è sede di una mostra dal titolo ”Rassegna permanente delle antiche vestiture pollesi”. Ospitato nella cappella sconsacrata di Santa Maria la Scala intende illustrare la storia di Polla attraverso il tratto più tipico e conosciuto del paese: l’abbigliamento popolare. Si tratta di una vasta esposizione che ripercorre l’evoluzione del tradizionale abito femminile locale dal diciannovesimo al ventesimo secolo.

Museo archeologico nazionale di Pontecagnano
Via Lucania
Telefono: 089848181

Al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano si osserva da una posizione privilegiata lo scorrere della storia, l’incontro (e lo scontro) delle civiltà su una terra di frontiera che ha vissuto secoli di vita. L’area della Piana del Sele, abitata da insediamenti e gruppuscoli umani fin dal lontanissimo Neolitico, ha lasciato un segno importante nella storia e, per lungo tempo, l’area di Pontecagnano (o Amina, sicuramente poi Picentia) ha svolto l’importante funzione di crocevia tra le genti, tra le civiltà, tra gli uomini e le donne. 

Parco archeologico urbano dell’antica Picentia – Pontecagnano Faiano (Salerno) 
Via Stadio
Telefono: 089383202
Il Parco archeologico si estende attualmente su una superficie di circa 10 ettari, nell’area dove un tempo sorgeva l’abitato antico.
Progettato secondo un’impostazione non tradizionale che ne prevede il progressivo, futuro ampliamento su tutta l’area urbana antica (circa 85 ettari), si propone come centro di molteplici attività e interessi.
La vasta area non esplorata, destinata a verde, ha la funzione tipica di un parco-giardino, dove si può trascorrere il tempo libero, in una cornice naturale recuperata alla fruizione.
La parte archeologica visitabile, invece,  copre una superficie di circa 500 metri quadrati: gli scavi hanno portato alla luce una zona della città che viene identificata , per la fase di età romana, con il centro di Picentia, nata nel 268 a.C. E’ visibile parte di un ampio asse stradale (m. 9,00 di larghezza) orientato in senso Est-Ovest, al quale si raccordano almeno due assi viari perpendicolari di larghezza inferiore; questi ultimi definiscono due isolati (insulae) di abitazione, nelle quali sono state individuate fasi costruttive databili tra il III sec. a.C. e il V-VI sec. d.C., periodo che segna il definitivo abbandono della città.
Molto limitati sono invece i resti relativi dell’insediamento pre-romano sui cui resti fu costruita Picentia: si tratta di alcune strutture databili al IV sec. a.C., rinvenute al di sotto di una delle insulae.

Cappella San Giuseppe – Sala Consilina (Salerno)
Via Jacopo Sannazzaro
Telefono: 0975525211 

Eretta nel 1735 dalla importante famiglia Bigotti, nella cui vicinanza si trova il Palazzo gentilizio. La famiglia Bigotti era in stretti rapporti con i Certosini di Padula e la Cappella rappresenta uno degli esempi più rilevanti dell’Architettura Barocca nel Vallo di Diano, per l’alternarsi in facciata di elementi concavi ad altri convessi.
 L’esterno, inoltre, è decorato da lesene e capitelli corinzi. Nella parte superiore l’eleganza delle volte documenta le capacità tecniche ed artistiche degli scalpellini nella lavorazione della pietra locale. 
L’interno è decorato con stucchi e l’altare si fregia di tarsie lignee alternate a marmi policromi.

Complesso Monumentale San Pietro a Corte (ipogeo e Chiesa S. Anna) Salerno
Larghetto San Pietro a Corte
Telefono: 089318106

La chiesa di S. Pietro a Corte viene fondata in età longobarda, nell’VIII secolo d.C., ad opera del principe Arechi II, che trasferisce la capitale della Longobardia minore da Benevento a Salerno. L’area di sedime della struttura religiosa era stata occupata in età romana da un edificio termale, riutilizzato poi nei primi secoli dell’età cristiana come luogo di culto e sepolcreto. La chiesa sorge nella zona detta già in età romana ad Curtim, con la funzione di cappella privata del principe ed è dedicata ai Santi Pietro e Paolo.
I pilastri di fondazione della Cappella Palatina poggiano sul frigidarium delle terme romane, risalenti all’età flavia-traianea, III secolo d.C., l’antico edificio aveva un’altezza di circa 13 metri ed era coperto da volte a botte e volte a crociera. L’ambiente era illuminato originariamente da grandi finestroni. Nei primi secoli dell’età cristiana, poi, l’edificio viene riutilizzato come aula religiosa, come testimoniano epigrafi databili dal V all’VIII secolo d.C.. Sotto il regno di Arechi viene realizzata la demolizione delle volte e la divisione dell’edificio termale in due sale separate da un setto murario. Al di sopra di esso si costruisce il solaio della Cappella palatina.
La chiesa presenta quindi quattro stratificazioni principali: l’edificio termale romano; l’ecclesia paleocristiana; la cappella di palazzo longobarda e infine il palazzo pubblico medievale. L’edificio, infatti, è stato sede delle riunioni del Parlamento nel corso del XIII secolo, ed in esso si teneva la cerimonia solenne del conferimento delle lauree della Scuola Medica Salernitana.

Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno (Salerno) 
Via Cavour 9
Telefono: 081941451
La collezione permanente ospita i reperti archeologici venuti alla luce negli scavi archeologici condotti a partire dal 1970 nei territori di Sarno, San Marzano sul Sarno e San Valentino Torio, in un percorso espositivo che copre il periodo dalla preistoria al Medioevo.

Teatro ellenistico romano Sarno (Salerno) 
Via Foce
Telefono: 0895647201

La struttura, il cui primo impianto risale al 100 a.C., subì profondi rimaneggiamenti in età augustea quando la scena fu trasformata con la costruzione di un nuovo proscenio in muratura decorato da pitture.
Dell’edificio, scavato durante gli anni Sessanta, si conserva, oltre all’orchestra, parte della cavea con i sedili della proedria (la prima fila riservata alle autorità) in blocchi di tufo, terminante ai due lati con sculture decorative raffiguranti una sfinge ed un leone alato.

Lapidario Dianese del Museo Diocesano di Teggiano (Salerno)
Via Rampa Sant’Angelo
Telefono: 097579930 – 3495140708 

Il Museo racconta la celebre “Pietra di Teggiano”, attraverso millesettecento anni di storia, dal periodo romano al Settecento e costituisce un raddoppio della superficie espositiva del Museo Diocesano “San Pietro”. Inaugurato nel luglio del 2016, espone sculture, iscrizioni e manufatti litici, collocati negli spazi dell’antica cappella di Sant’Eligio, nel complesso architettonico di San Michele Arcangelo di Teggiano. 

Museo Diocesano “San Pietro” di Teggiano (Salerno)
Via San Pietro, 1
Telefono: 097579930 

La trecentesca chiesa di San Pietro, che oggi ospita il Museo Diocesano «San Pietro», fu edificata dagli Angioini sull’acropoli della città antica, presumibilmente sulle fondamenta del tempio dedicato ad Esculapio. Nel 1930 i locali dell’antica chiesa, ormai sconsacrata, furono destinati ad ospitare il Museo Civico, il cui fine precipuo era raccogliere le numerose sculture architettoniche e reperti dall’età romana al XVIII secolo provenienti dal territorio di Teggiano. Negli anni Ottanta, per disposizione della Soprintendenza ai B.A.A.A.S di Salerno, l’edificio fu sottoposto a restauro e nel 1987, dopo un moderno allestimento della sala espositiva, fu inaugurato il nuovo Museo, a cui venne conferito il nome di Museo Diocesano «San Pietro». Nel giugno del 2007 il Museo è stato riaperto al pubblico, dopo essere stato riallestito e ampliato con opere di particolare pregio storico ed artistico.

Dic
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dom
#Domenichealmuseo Avellino @ Museo Civico
Dic 2 giorno intero
#Domenichealmuseo Avellino @ Museo Civico | Altavilla Irpina | Campania | Italia

Museo Civico “Della gente senza storia” di Altavilla Irpina (Avellino)
Via Macello, 9 – Altavilla Irpina
Telefono: 
0825994566 
Inaugurato nel 1997, il Museo Civico della Gente Senza Storia di Altavilla Irpina, in provincia di Avellino, si trova all’interno di un ex monastero virginiano risalente alla fine del XV secolo, attuale sede del Municipio che, in epoche antiche, era il luogo deputato all’amministrazione dei beni dell’Abbazia di Montevergine. Soppresso nel 1807, il monastero divenne prima caserma e gendarmeria reale, poi sede del tribunale e complesso scolastico 

Antiquarium di Ariano Irpino (Avellino)
Via Donato Anzani, 8 – Pal. Anzani
Telefono: 0825824839

L’Antiquarium ospita una selezione di materiali provenienti da alcuni siti archeologici dell’Arianese, zona dell’Irpinia posta all’incrocio di vie naturali di transito dalla pianura campana alla costa adriatica. L’esposizione comprende una selezione dei materiali rinvenuti nell’insediamento preistorico in località La Starza di Ariano Irpino, che, dal V millennio a.C., con brevi soluzioni di continuità, è stato frequentato per tutto l’arco della protostoria fino alle soglie dell’età del Ferro.
Una sala è dedicata all’insediamento sannitico di Casalbore, posto lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, nel quale è stato individuato un gruppo di tombe a tumulo del VI sec. a.C. e un complesso sacro in località Macchia Porcara incentrato su un tempio italico databile nel III sec. a.C.
Per il periodo romano e medievale la mostra illustra i risultati delle esplorazioni condotte in località S. Eleuterio, dove è stato individuato un centro (vicus) identificato con Aequum Tuticum.

Museo del Palazzo della Dogana dei Grani Atripalda (Avellino)
Piazza Umberto I

Telefono: 0825626586
Il Museo del Palazzo ex Dogana dei Grani sorge nei pressi dell’antico sito di Abellinum e costituisce una sorta di raccordo tra l’area archeologica ed il centro storico della città. Qui sono conservati i reperti provenienti dagli antichi insediamenti di Abellinum (Avellino) e di Atripalda. Nel Museo Palazzo ex Dogana dei Grani è ospitata una mostra permanente che comprende reperti provenienti dall’antico insediamento di Abellinum e raccoglie tavole, tele e statue provenienti dalle chiese e dagli edifici distrutti dal terribile terremoto. Si organizzano inoltre esposizioni temporanee di opere recuperate dal territorio.

Museo civico archeologico di Bisaccia (Avellino)
Corso Romuleo (Castello Ducale) 

Telefono: 082789196
Il Museo è allocato al piano terra del Castello Ducale e si articola in un percorso espositivo cronologico in senso orizzontale lungo il quale sono esposti i reperti in mostra, di proprietà statale, provenienti dagli scavi eseguiti sulla collina di Cimitero Vecchio. Obiettivo dell’esposizione è quello di ricostruire la storia di Bisaccia in età protostorica e arcaica attraverso i corredi delle numerose sepolture tombali scoperte nel noto sito archeologico irpino rendendola di facile acquisizione e comprensione ai visitatori.

Area archeologica del Tempio Italico di Casalbore (Avellino)
località Macchia Porcara
Telefono: 089224266

In località Macchia Porcara, presso una sorgente, situata a valle del tratturo Pescasseroli-Candela, è stato portato alla luce un edificio di culto, databile al III sec. a.C., ma che conserva tracce di un’area votiva più antica, databile al VI sec. a.C. Il tempio esastilo (a sei colonne), riferibile ad una tipologia molto diffusa in ambiente medio italico, presenta una cella quasi quadrata tra due ali aperte; i muri della cella proseguono fino alla fronte e terminano con ante, tra le quali restano le tracce delle colonne. Nell’area antistante al tempio, ai lati dell’altare sono emersi i resti di un portico. La gradinata di accesso al tempio presenta ai lati due ampie vasche con fontane, alimentate dalla vicina sorgente. I pavimenti erano in cocciopesto con tessere in pietra calcarea e le pareti dipinte in primo stile (strutturale). Dall’analisi dei depositi votivi si presume che il santuario fosse dedicato alla dea Mefite. A differenza del più noto ed importante santuario dedicato a tale divinità, nella valle d’Ansanto, che resta attivo fino alla prima età imperiale, il tempio di Casalbore viene distrutto nel corso delle guerre annibaliche (215 a.C.).

 

Area Archeologica di Conza della Campania (Avellino)
L’apertura è su prenotazione 3493583469 – 082739399 (Pro Loco “Compsa”) / 082739013 (Comune)
L’antica città di Compsa, alla quale era attribuito lo statuto di municipium ascritto alla tribù Galeria, compare nella testimonianza dello storico Livio che narra della sua defezione in favore di Annibale nel 216 a.C. e della sua riconquista, due anni dopo, ad opera di Fabio Massimo. I resti della città romana sono riemersi al di sotto delle rovine del paese moderno di Conza, che fu quasi completamente distrutto dal terremoto del 1980.

Antiquarium di Mercogliano
Mercogliano (Avellino)
Via Concezione, 24
Loc. Capocastello
L’apertura è su prenotazione 0825689823 (Comune)

L’Antiquarium si trova nel caratteristico borgo antico di Capocastello ed è allestito negli spazi della Cripta della chiesa della Santissima Concezione. Sono conservati reperti provenienti dagli scavi effettuati nella cripta, utilizzata come luogo di sepoltura tra il XVII e il XIX secolo, soprattutto ceramica, epigrafi, medaglie devozionali, fibie di ferro e bronzo, e bottoni metallici, di cui si segnalano alcuni esemplari realizzati nel XIX secolo dalla “Hudson’s Bay Company”, la più antica società commerciale americana. Nella parte più interna, lungo le pareti sono ben visibili “gli scolatoi”.
Altri reperti provengono dal castello medioevale di Mercogliano, per lo più riferibili a ceramiche e monete del periodo angioino ed aragonese.

Parco archeologico dell’antica Aeclanum di Mirabella Eclano (Avellino)
Via Nazionale delle Puglie
Loc. Passo
Telefono: 0825449175

Il Parco Archeologico di Aeclanum è situato presso la frazione Passo di Mirabella e si affaccia sulla Via Appia, la Regina Viarum, la strada che collegava Roma a Brindisi e sul cui tratto compreso tra Benevento ed Eclano sono ancora visibili i resti dell’imponente ponte noto come “ponte rotto”.

Museo di San Francesco a Folloni Montella (Avellino)
Via San Francesco, loc. Folloni di Montella
Telefono: 082769221
Il Museo dell’Opera annesso al Complesso Monumentale di San Francesco a Folloni, istituito nel 1999, espone oggetti di valore storico ed artistico significativi per la secolare storia del Convento.
Sono stati musealizzati arredi e suppellettili lignee, ceramiche, argenti, stoffe, stampe, che vanno dal XV al XIX sec., nonché numerose reliquie.
In collaborazione con la Soprintendenza è stata allestita nel Chiostro una nuova sezione del MdO, con una collezione di dipinti (XVI – XIX sec) del patrimonio artistico del Convento. Tra i dipinti sicuramente interessanti sono un San Francesco in estasi che la critica più aggiornata ritiene opera della bottega del pittore Francesco Solimena e una lunetta dipinta raffigurante un’Annunciazione, recentemente attribuita all’artista marchigiano Francesco da Tolentino.
Un’altra sala del museo ospita gli arredi originali dell’appartamento di Umberto di Savoia, più volte ospite del convento nel corso della seconda guerra mondiale. Inoltre, dal 2011 è esposto il monumento del conte Diego I Cavaniglia, morto nel 1481, rinvenuta nel 2004 e sottoposta a lungo restauro, costituisce l’unico esempio di questo indumento ancora esistente al mondo.

Museo Civico di Summonte – Complesso Castellare (Avellino) 
Via Castello
Telefono: 0825 691191 – 0825 691126
Il Museo, istituito nel 2008, sorge all’interno del Complesso Castellare, che domina il centro urbano di Summonte. Risale ad epoca medievale. Tutta l’area castellare è stata oggetto di riqualificazioni che hanno consentito di ricostituire parte dell’antica cinta muraria normanno-sveva e l’antica torre di avvistamento, dalla quale si può godere di un’ampia vista panoramica, in uno dei luoghi più suggestivi del Parco del Partenio. La fortificazione è citata per la prima volta da fonti documentarie nel 1094.
Il Museo raccoglie due collezioni, la prima “Submontis medievalia” e la seconda riunita nella “sezione archeologica”.
Nelle sale del corpo di guardia è allestita la collezione permanente “Submontis Medievalia”, costituita da una serie di riproduzioni di armamenti generalmente utilizzati dalle guarnigioni militari tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. L’esposizione presenta una serie di arnesi legati ai momenti trascorsi dai soldati durante i turni di guardia, dal gioco della “tria” alle armi necessarie per la difesa del fortilizio, come coltelli da guerra e falcioni, alabarde, celate da fante, testiera da cavallo e spadoni. Interessante è la ricostruzione di un fante con un farsetto di panno e seta, un paio di calze brache di panno rosso, scarpe alte sino alla caviglia e nelle mani un pugnale ed un roncone.
All’interno della Torre Angioina, invece, è esposta la sezione relativa ad una parte dei reperti archeologici rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche condotte presso l’area castellare dalla competente Soprintendenza tra il 1994 e il 2005. I materiali esposti testimoniano una frequentazione ininterrotta del sito dall’età medievale all’età moderna. Tra le ceramiche si trovano due interessanti esemplari di lucerne a vaschetta in invetriata verde risalenti al XIII-XIV secolo, accanto a ceramiche di impasto grezzo prevalentemente destinate alla cottura e alla preparazione dei cibi, tra cui una brocca con decorazione ad onda incisa sulla pancia e sul collo (XII secolo). La frequentazione del sito ancora in età moderna è testimoniata da un frammento di piatto in ceramica graffita, risalente al XVI secolo, e da alcune brocche in maiolica sia monocroma bianca sia policroma, del XVII secolo. Infine, sono esposti alcuni materiali rinvenuti presso una piccola chiesa dedicata a San Vito, di pertinenza del castello e di cui tuttavia oggi non vi sono più tracce. Tra i reperti vi sono alcune fibbie in ferro e in bronzo, un gancio e una serie vaghi in osso.

Museo Archeologico di Taurasi (Avellino) 
Via del Convento, 1
L’apertura è su prenotazione 082774004 (Comune) / 3336064386
La mostra museo, recentemente inaugurata, raccoglie testimonianze archeologiche del più antico popolamento del territorio di Taurasi e di Mirabella Eclano nella media valle del Calore, riportate alla luce durante campagne di scavo realizzate alle metà degli anni ’90 in contrada S. Martino. L’area ha restituito le più significative manifestazioni dell’Eneolitico in Campania. Sono state individuate numerose capanne, risalenti a 4500-4000 anni fa circa, diverse per forma e dimensione, dotate di un muro perimetrale in pietra a secco che doveva sorreggere l’intera struttura lignea, non più conservata. All’interno sono stati rinvenuti vasi di ceramica d’impasto e strumenti litici, esposti in mostra, insieme a numerosi cinerari.
Il museo ospita inoltre i reperti rinvenuti negli anni ‘70 nel giacimento del paleolitico medio scoperto nei pressi del paese di Montemiletto, nella cava di Brogna insieme ai ritrovamenti nel territorio del Comune di Torre le Nocelle in contrada Felette risalenti al neolitico finale-eneolitico (V-IV millennio a.C.), insediamento che controllava il passaggio dalla valle del Sabato a quella del Calore.

#Domenichealmuseo Benevento @ Domenica al museo
Dic 2 giorno intero
#Domenichealmuseo Benevento @ Domenica al museo | Benevento | Campania | Italia

Teatro Romano di Benevento
Piazza Ponzio Telesino
Telefono: 082429970 – 082447213
Databile tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C., sorge nella zona occidentale della città antica. Il monumento, la cui cavea misura circa 98 metri di diametro, è costruito in opera cementizia con paramenti in blocchi di pietra calcarea e in laterizio.

Castello di Montesarchio (Benevento) 
Via Castello
Telefono: 0824834570

Al centro del colle che domina la città di Montesarchio sorgono il castello e la torre, che costituivano un complesso fortificato cinto da mura e da torri. Il Castello fu realizzato in epoca normanna, la sua presenza è documentata per la prima volta nello statuto di Federico II del 1241-1246. Di recente il Castello ospita la sede del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino.

Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino a Montesarchio (Benevento)
Via Castello
Telefono: 0824834570

Il Museo è stato realizzato all’interno del corpo centrale del Castello di Montesarchio, struttura edificata in epoca normanna ma oggetto di continui rifacimenti fino alla metà dell’800. Della originaria struttura medievale si conservano integre solo le fortificazioni esterne databili all’epoca aragonese e ambienti ipogei utilizzati come cisterne. L’allestimento museale è dedicato alla storia e all’archeologia della Valle Caudina e si sviluppa per il momento in sei sale poste al primo piano dell’edificio.

#Domenichealmuseo Caserta @ Reggia di Caserta
Dic 2 giorno intero
#Domenichealmuseo Caserta @ Reggia di Caserta | Caserta | Campania | Italia

Dalla Reggia di Caserta all’area archeologica di Santa Maria Capua Vetere: tanti i siti a Caserta e provincia.

Museo Archeologico dell’Antica Allifae ad Alife (Caserta)
Piazza XIX Ottobre
Telefono: 0823787005

Nel Museo sono raccolte le testimonianze relative alle varie fasi di occupazione umana nella zona, dalla preistoria, alle epoche preromana e romana, sino all’età medievale, rinvenute nel corso di recenti indagini archeologiche eseguite dalla Soprintendenza.

Area archeologica di Cales a Calvi Risorta (Caserta)
Strada Statale Casilina
Telefono: 0823652533

L’antica Cales sorgeva su un pianoro attraversato da importanti vie di comunicazione tra il Lazio e la Campania. Oggi si trova nella località che conserva il toponimo di Calvi Vecchia presso l’attuale comune di Calvi Risorta. Fu la prima colonia romana fondata in Campania, per la sua posizione strategica all’interno della regione. In età imperiale, Cales ebbe due edifici per spettacoli: il Teatro per le rappresentazioni sceniche e l’Anfiteatro per i combattimenti tra gladiatori. Oltre al teatro è oggi possibile visitare i resti piuttosto imponenti di due ampi complessi termali pubblici, e di un tempio, parte di un arco onorario, numerosi edifici privati.

Reggia di Caserta, Parco e Museo dell’Opera e del Territorio
Via Douhet, 2°
Telefono: 0823277111

Nel 1750 Carlo di Borbone (1716-1788) decise di erigere la reggia quale centro ideale del nuovo regno di Napoli, ormai autonomo e svincolato dall’egida spagnola. Il progetto per l’imponente costruzione, destinata a rivaleggiare con le altre residenze reali europee, fu affidato, dopo alterne vicende, all’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773), figlio del più importante pittore di vedute, Gaspar Van Wittel, già attivo a Roma sotto Benedetto XIV nel restauro della cupola di S.Pietro.

Museo Archeologico dell’antica Calatia a Maddaloni (Caserta) 
Via Caudina, 313
Telefono: +39.0823.200065; +39.0823.403493 (Ufficio archeologico di Maddaloni
Orario: dalle ore 9.00 alle ore 20.00

Il Museo Archeologico di Calatia ha sede nel Casino dei duchi Carafa del ramo della Stadera, una delle più significative emergenze storiche della città di Maddaloni. I reperti che provengono in massima parte dalla necropoli, sono serviti per spiegare i momenti storici più salienti, modi, gusti e tendenze attraverso i secoli delle genti della piana campana, dai rapporti con il mondo coloniale alla romanizzazione. Sono stati scelti quattro temi principali: la viabilità antica, l’età arcaica, la figura della donna tra VIII e VII sec. a.C. e quella dell’uomo nel medesimo contesto storico. Il Museo è dotato di un parcheggio esterno di 1600 mq.

Anfiteatro Campano a Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Piazza I Ottobre, 1860
Telefono: 0823798864

L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo in ordine di grandezza tra tali tipi di monumenti nell’Italia antica dopo il Colosseo (m 165 sull’asse maggiore, m. 135 su quello minore a livello dell’arena), fu innalzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. in sostituzione dell’arena meno capiente risalente ad età graccana.

Mitreo di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Vicolo Mitreo
Telefono: +39.8023.844206 (Ufficio archeologico di Santa Maria Capua Vetere); +39.0823.798864

Il monumento, un sacello dedicato al culto di Mitra, antica divinità di origine persiana, costituisce uno dei maggiori esempi tra i rari santuari mitraici con decorazione pittorica.

 

Museo Archeologico dell’antica Capua di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Via Roberto d’Angiò, 48
Telefono: 0823844206

Il Museo Archeologico dell’Antica Capua sorge nel cuore della città moderna, in un’area che nel corso dei secoli ha subito numerose trasformazioni. In età medievale fu innalzata, sul tempio capitolino della città romana, la Torre di S. Erasmo, citata da Erchemperto, un cronista longobardo. Utilizzata come fortezza da Longobardi e Normanni, la Torre divenne poi residenza dei monarchi svevi, angioini e aragonesi.

Museo dei Gladiatori a Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Piazza I Ottobre
Telefono: +39.0823.798864; +39.8023.844206 (Ufficio archeologico di Santa Maria Capua Vetere)

Annesso all’anfiteatro è il Museo dei Gladiatori dove, con innovative soluzioni espositive, sono stati per la prima volta presentati al pubblico gli elementi superstiti della decorazione dell’Anfiteatro Campano.

Museo civico di Sessa Aurunca (Caserta)
c/o Castello Ducale
Di origine preromana, Sessa Aurunca conserva ancora molte testimonianze storiche che permettono una ricostruzione del suo passato. Molti i popoli che l’hanno dominata (longobardi, normanni, angioini, aragonesi) lasciando tracce della loro presenza. Il Castello Ducale ne è un chiaro esempio. Costruito nel X sec., fu concepito come luogo di difesa ma anche come palatium, dove svolgere le attività ufficiali della corte. Con Federico II di Svevia, il complesso fu consolidato e ampliato con l’aggiunta di torri quadrangolari. Le trasformazioni continuarono con gli angioini, dei quali resta la straordinaria loggia del giardino pensile, e con la famiglia Marzano nel XIV sec., che abbellì la struttura con affreschi e decorazioni architettoniche di gusto castellano, come portali, archi, costoloni e colonne. Purtroppo vicende storiche e naturali hanno danneggiato la struttura originaria, con la perdita di molti elementi. Di proprietà pubblica dagli inizi dell’800, fu sede carceraria fino al secolo scorso, quando si decise di valorizzare il sito con restauri. Oggi, oltre ad ospitare una biblioteca e sale per eventi, ospita il Museo Civico archeologico. 

Sala Espositiva presso il Castello Ducale di Sessa Aurunca (Caserta)
c/o Castello Ducale
La sala espositiva presso il Castello Ducale di Sessa Aurunca è gestita dalla Soprintendenza Archeologia della Campania con proprio personale. Vi sono ospitati, in un unico ambiente, una piccola parte dei reperti archeologici provenienti dagli scavi condotti dalla Soprintendenza tra il 1999 e il 2003 nell’area del Teatro Romano della città, uno dei più grandi e fastosi dell’Italia romana.

Museo Archeologico dell’Agro Atellano di Succivo (Caserta) 
Via Roma, 6
Telefono: 0815012701
Il Museo Archeologico dell’Agro Atellano è ospitato all’interno di un edificio di proprietà comunale; la struttura si data alla fine dell’800. Utilizzato come carcere mandamentale di Succivo, fu dal 1930 adibito a caserma dei carabinieri, successivamente destinato a Museo Archeologico. Il Museo fa parte della rete dei musei dedicati al territorio infatti vi sono esposti i  reperti provenienti dalla città di Atella, dalle necropoli e dal suo territorio.

Museo Archeologico di Teanum Sidicinum a Teano (Caserta) 
Via Nicola Gigli, 23
Telefono: 0823.657302 (Ufficio archeologico di Teano)

Il Museo Archeologico è ospitato all’interno del complesso monumentale tardo gotico detto del “Loggione e Cavallerizza”, appartenuto alla famiglia Marzano ed edificato nel XIV secolo nell’area del castello alto medievale, con funzioni politiche e civili. L’edificio ospita oggi i reperti rinvenuti durante le campagne di scavo dell’abitato e del territorio di Teano, anticamente abitato dalla popolazione italica dei Sidicini, stanziato al confine tra il Lazio meridionale e il territorio dei Sanniti. Il percorso di visita si sviluppa in sette sale secondo un percorso cronologico e tematico che abbraccia circa tre millenni di storia.